È pur vero che la cronaca politica ci sta abituando a tutto.
Ma che un lobbista si permetta di redarguire pubblicamente, sfacciatamente e impunemente il Parlamento della Repubblica per aver adottato una legge non gradita non s’era mai visto.
È accaduto l’altro giorno e ieri i mass media del nostro Paese registrano la vicenda senza particolare indignazione come se fosse cosa normale.
La registrano e la descrivono come fatto di cronaca ma non mi sembra si usino toni forti di critica come mi parrebbe doveroso e, questo sì, normale.
Sarà che il lobbista in questione viene presentato come il rappresentante italiano del nuovo Richelieu dell’Amministrazione americana, meglio conosciuto come l’uomo più ricco del Mondo.
Personaggio, costui, ammirato, idolatrato e corteggiato anche con penosa sollecitudine da politici domestici almeno quanto sia mal tollerato da funzionari dell’Amministrazione americana sulla quale esercita un imperio brutalmente esplicito, inedito e irrituale.
Non mi stupisce che in un regime capitalista, o ur-capitalista che dir si voglia, chi gestisce imprese ne rappresenti gli interessi specifici anche in sede politico-istituzionale. Non mi stupisce e non m’indigna purché si tratti di interessi legittimi rappresentati in modo trasparente e nel rispetto delle leggi e della buona educazione.
M’indigna la rozzezza però di certi comportamenti e, più ancora, forse, l’indifferenza con la quale questi comportamenti vengono accolti dai mass media nazionali e dalla classe politica nostrana.
Non ci vogliamo abituare a tutto.
Il troppo stroppa.
Pepito Sbazzeguti
(venerdì 28 febbraio 2025)
