. Nei giorni scorsi avevo segnalato la grave situazione dell’Istituto dei Tumori: la direttrice generale aveva chiuso una struttura, pienamente funzionante, 5.000 prestazioni l’anno, con grande soddisfazione dei pazienti, per la maggior parte anziani, e un bilancio economico attivo: ha demansionato la dottoressa che aveva costituito (vent’anni fa) questa struttura, di laserterapia, diventata anche una eccellenza nazionale. Di oggi sono le dimissioni del direttore scientifico probabilmente per ragioni di politica sanitaria e di organizzazione della struttura. Non vi sembra il caso di convocare la rappresentante del Comune nel cda dell’Istituto? Qualcuno l’ha mai sentita? Per i gruppi politici cittadini non dovrebbe essere oggetto di attenzione la condizione e la qualità della assistenza sanitaria ai milanesi (ospedali – presidi territoriali e medici di base che mancano – liste di attesa che creano un aumento della spesa individuale per servizi privati o portano i meno abbienti a non curarsi)? La tutela della salute dei propri cittadini è un dovere del Sindaco. Forse servirebbe anche la creazione di un assessorato alla sanità per interloquire con Regione, ATS, e ASST per garantire i livelli essenziali di cura per tutti, ma in particolare per i più deboli, per i più fragili e per i meno abbienti.
Il Biondo
Giovedì 16 luglio 2026
