Le responsabilità politiche sono meno gravi di quelle giudiziarie ? Uno può tenere bloccata la città per un anno e non pagare dazio? E come al solito, il marchese Sala del Grillo può pensare di sfuggire alle sue responsabilità? Lui non c’entra mai niente e la colpa è sempre degli altri?
Dalla primavera 2024, ormai un anno, il marchese ha minacciato tutti per avere, d’intesa con imprenditori rapaci e immobiliaristi avidi, una legge che bloccasse la Procura della Repubblica. Non ha neanche voluto affrontare dal punto di vista amministrativo gli illeciti e gli abusi edilizi, che emergevano da attente e precise indagini della procura penale e contabile. Anzi, ha sfidato il buon senso, e ha piegato la terzietà della pubblica amministrazione ai suoi obiettivi; la “città attrattiva” con pochi oneri e tanti vantaggi per gli “investitori finanziari”, che hanno degli azionisti da considerare con attenzione, come ha detto il marchese Sala del Grillo, in una delle pochissime volte che è andato in Consiglio Comunale. (il marchese ha partecipato al 7% delle votazioni del Consiglio Comunale)
Ha fatto fuoco e fiamme minacciando di conseguenze partiti e persone che non sposavano interamente la sua linea sulla indispensabilità di una legge demenziale. Si tenga conto che a differenza di altri precedenti discutibilissimi condoni, con questa legge gli illeciti diventavano leciti, a gratis (come dicono a Milano), si pregiudicava il futuro e si condonava tutto il passato senza che venisse pagato un euro. Con danni alle casse comunali giganteschi, come i giudici contabili hanno detto alla inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti.
Ha fatto una sfuriata smodata al convegno di Azione, in cui timidamente qualcuno, con molto garbo, aveva avanzato perplessità sulla legge. Ha minacciato le dimissioni e quindi di mandare a casa i consiglieri comunali del Pd: con l’avallo del gruppo dirigente del PD milanese, lombardo e nazionale, il gruppo del PD ha poi votato il sostegno, senza se e senza ma, alla legge, mentre lui se ne stava dalla Gruber a lanciarsi nel campo. Ed è talmente genio della politica, che voleva dialogare con le 5 Stelle, mentre esigeva una legge osteggiata da 5S, Verdi e Sinistra. Anche due giorni fa polemizzava con Conte, disputandosi la palma di vero progressista. E la cosa imbarazzante è che il marchese Sala del Grillo – che conosceva per nome, cognome e fatti familiari tutti i dirigenti e funzionari della edilizia comunale – aveva nominato la commissione paesaggistica, compreso Oggioni, e nonostante emergessero inquietanti fatti, ha continuato a perseguire una legge, di fatto, contro la Procura e di condono di tutte operazioni illecite, E qualcuno deve ricordare che aveva annunciato il sostegno legale del Comune agli indagati e adesso annuncia che il Comune si costituisce parte civile: delle giravolte imbarazzanti, di uno che non sa cosa sia la pubblica amministrazione né tantomeno la politica.
E si consideri inoltre che nessun Comune lombardo, per limitarci a questa regione che lui pensa di conoscere, ha chiesto la “interpretazione autentica” di una legge che nel corso degli anni era stata integrata da norme nazionali e regionali, che prevedevano piano attutivi e standard di servizi pubblici.
La tristezza è che il PD non ha manifestato la minima autonomia di giudizio, ed anzi l’on. Roggiani, il presidente della “Commissione Rigenerazione urbana” (sic!) Bruno Ceccarelli, e la capogruppo Beatrice Uguccioni hanno difeso a spada tratta il progetto del marchese (che oggi si scopre era il progetto degli indagati).
Qualcuno avrà il coraggio di farsi autocritica? Per esempio alla luce anche degli ultimi avvenimenti, chiedere al Sindaco e alla Giunta di ritirare la querela nei confronti di Gianni Barbacetto, (querela di Giunta, fatto unico e raro nella storia del Comune di Milano) che nel suo legittimo lavoro di giornalista, si era posto una domanda che tutti si facevano: “le concessioni facili che vengono contestate dai magistrati sono state offerte gratis o con qualcosa in cambio?”
Oppure rimarranno sempre accucciati dietro il marchese, che sta per compiere un altro disastro dopo cinque anni e mezzo della sceneggiata di San Siro: tutto per fare un favore ai fondi americani perché – parola di marchese – ”l’interesse pubblico deve fare i conti con la sostenibilità economica di chi è proprietario delle due squadre milanesi”. Una affermazione che confonde il profitto privato con l’interesse pubblico. Ma il marchese è così, totalmente incapace di concepire una politica nell’interesse dei cittadini milanesi: : si è fatta una giunta, gli assessori li ha scelti lui medesimo, in cui un assessore dice che il Comune ha agevolato una gestione privatistica del territorio, dimenticando la programmazione pubblica; un assessore che prima di entrare in giunta pensa di farla cadere; un assessore alla sicurezza che si vede messo sopra un supercommissario; un’assessora verde al Verde che ignora le posizioni del suo partito, che peraltro continua a stare nella maggioranza di un sindaco che ha difeso l’indifendibile, e che ha sostenuto la cementificazione a scapito del verde di un equilibrato ambiente urbano.
Prima si prende atto del fallimento politico del marchese Sala del Grillo, e prima si fa il bene della città, dei milanesi e della stessa maggioranza di centrosinistra che ha seguito il marchese nel fosso, Non si erano accorti che il campo era circondato dai fossi.
E come sempre il buon Shakespeare ha descritto la situazione:
«’Tis the time’s plague when madmen lead the blind» (William Shakespeare, Re Lear, Act IV, Scene 1).
È il segno dei tempi quando dei mentecatti guidano dei ciechi.
Luigi Corbani
)giovedì 6 marzo 2025)
