Tre mesi fa, il 12 febbraio 2025, il marchese Sala del Grillo andava a Roma dalla Gruber per proporsi da se medesimo (visto che nessuno glielo chiedeva né si sognava di chiederglielo) come leader del “terzo polo” e lasciava il PD e i suoi alleati, in Consiglio Comunale, a votare con grande sicumera e prepotenza, un ordine del giorno a favore del “Salva Sala” : guai ai cinque della maggioranza che non votavano un fondamentale ordine del giorno per la salvezza di Sala, della città e del mondo intero. Prima Beatrice Uguccioni, poi Bruno Ceccarelli (Pd) hanno spiegato la validità del “Salva Sala”: non un dubbio, neanche un minimo di distacco. La Pastorella di Azione poi ci ha ripetuto che “non è questione di condono, ma di ammettere che la normativa urbanistica è ferma agli anni ’40 e i nostri contesti sono urbanizzati”. Tesi ripetuta in tante occasioni, anche con ramanzine e minacce di ritorsioni, da quello che si crede un padreterno, ma che non sa cosa sia la politica e l’interesse pubblico.
Ora l’altro giorno la Giunta ha approvato le nuove linee di indirizzo in materia urbanistica ed edilizia. Ovviamente non porta la delibera in Consiglio Comunale, che dovrebbe avere il potere esclusivo della gestione del territorio. No, ci mancherebbe altro, e poi la sua maggioranza è felice così, di fare una figura di …, diciamo una figuraccia. “In particolare, viene stabilito il ricorso al Piano attuativo per gli interventi che prevedono il superamento dei 25 metri di altezza o una densità fondiaria superiore ai 3 mc/mq. “recita il comunicato stampa della Giunta. E sapete cosa è? L’art. 41-quinquies della legge n. 1150 del 1942.
Un anno di balle e di ridicole uscite del marchese Sala del Grillo sulla vetustà delle leggi, sulla “interpretazione autentica delle leggi” e oggi adottano la legge che doveva essere interpretata, secondo il marchese, con una legge nazionale.
Ma la cosa che rattrista non è l’incapacità del marchese e il suo pressapochismo amministrativo e politico, quello che più fa pensare è la subalternità del PD, e degli altri alleati di maggioranza a una gestione pericolosa della cosa pubblica, che ha fatto perdere un anno di tempo al Comune, ai cittadini, alle imprese, mettendo in sofferenza le casse comunali. Vengono trascinati in un vortice di ridicolo senza difendere la dignità della istituzione e del ruolo di un partito politico, senza un minimo di autonomia.
Le istituzioni vengono uccise dal ridicolo, e qui il nostro marchese ce la sta mettendo tutta, sempre con aria di chi fa cadere dall’alto affermazioni perentorie e arroganti, che quasi sempre sono banalità assolute. Ci ha messo un anno a capire che in Commissione paesaggistica non ci devono essere persone in conflitto di interesse, ma nel frattempo a dicembre 2024 aveva nominato, lui, non altri, una commissione da cui poi si sono dimessi quattro indagati. “Le modifiche si sono rese necessarie a seguito delle indagini condotte dalla Procura di Milano e in particolare dell’Ordinanza dell’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del 21 febbraio scorso sui criteri di nomina. Il clima che si è venuto conseguentemente a creare negli ultimi mesi ha fatto venir meno le condizioni per un sereno svolgimento dei lavori della Commissione.”
C’era bisogno del Giudice delle Indagini preliminari e le dimissioni di quattro componenti perché il marchese Sala del Grillo capisse che “nessuno dei componenti – e non più la metà più uno – potrà ricoprire incarichi professionali nel territorio comunale di Milano negli anni di mandato. Quest’ultima indicazione viene estesa anche ai successivi 18 mesi dalla cessazione della carica, nei casi in cui i committenti abbiano presentato istanze esaminate dalla Commissione di cui sono stati membri. Questo per eliminare alla radice le possibilità di casi di conflitto di interesse in presenza di professionisti che esercitano nello stesso contesto lavorativo dei progettisti degli interventi che esaminano in sede di Commissione o di eventuali committenti che operano sul territorio comunale.”
Anni per capire una cosa ovvia, i conflitti di interesse fanno male alla gestione della cosa pubblica.
Ma tant’è da un manager imprestato alla politica non ci si può aspettare più di tanto ma dai partiti e dalle forze politiche presenti in Consiglio comunale ci si aspetta qualcosa di più, almeno l’autonomia di giudizio e una iniziativa che eviti i disastri annunciati.
Anche perché il marchese Sala del Grillo è talmente preso dall’affare San Siro, dal regalo che sta facendo ai due fondi americani a spese dei cittadini milanesi, che è andato totalmente nel pallone, confuso, frastornato, intontito, stordito.
E poi è meglio stendere un telone pietoso sulla delibera che destina 7,350 milioni del Comune per “farsi carico di realizzare in tempo utile, in via provvisoria, alcune opere necessarie. Si tratta di tratti di strada a ovest dell’Arena, tra via Bonfadini a nord e via Toledo a sud, e di un’area pedonale antistante l’ingresso, denominata Piazzale.”
In via provvisoria, si spendono 7 milioni ? Oibò. Una domanda: ma “Risanamento spa” quanti oneri di urbanizzazione ha pagato per l’area “Montecity-Santa Giulia”, che destinazione hanno avuto e quante aree ha ricevuto il Comune di Milano per i servizi?
O forse vale la regola del marchese che “sa che la politica non può dettare sempre le regole” e “se una azienda non vuole un prodotto, non se lo piglia”
“La colpa, caro Bruto, non sta nelle stelle, ma in noi stessi” Buona notte, e buona fortuna”
Luigi Corbani
Giovedì 8 maggio 2025
