Qualche settimana fa mi sono guardato i Campionati Italiani di pattinaggio di figura, che si sono svolti al Palaghiaccio di Varese. Mi hanno sempre appassionato gli sport del ghiaccio, fin dai tempi del mitico Palazzo di via Piranesi, per lungo tempo la più grande pista coperta di Europa.
Milano non ha più una pista del ghiaccio, e questo mi ha fatto apprezzare molto le dichiarazioni del marchese Sala del Grillo, che in una città dove l’impiantistica sportiva, amatoriale e agonistica, è a livello dei paesi sottosviluppati, pensa che gli obiettivi del 2025 siano la demolizione di uno degli impianti più importanti del mondo (il mitico Stadio Giuseppe Meazza in San Siro) e il “Salva Sala”. Qualcuno si lamenta che si sia fatto le vacanze di Natale lunghe, come se Milano sia una azienda che chiude per quindici giorni: invece credo che sia un bene, meno c’è, meno pasticci combina. Ogni suo gesto è contrario alla storia di Milano.
Pensate che voleva demolire il Vigorelli, perché il Comune non aveva duecentomila euro all’anno per la manutenzione. Ha venduto il Palazzo dello Sport di Piazza VI febbraio, dove si svolgevano le Sei Giorni e le gare della Olimpia Milano e dove la Scala tenne la sua stagione nel 1946 (20 luglio 1946 seimila persone assistono alla prima di “Mefistofele” di Arrigo Boito, diretta da Franco Ghione). E pensate che il marchese Sala del Grillo con il suo degno compare Roberto Tasca (messo poi alla presidenza della A2A) lo ha messo all’asta con base 710 euro al mq. ( avete letto bene, 710 euro al mq a City Life per un complesso di 20.000 mq., compresi 2.550 mq. destinati ad attività commerciali). Poi se lo è aggiudicato le Generali (che hanno il grattacielo mezzo vuoto, anche per lo smart working) per 1.500 euro al mq. Almeno è stato il più grande centro vaccinale italiano negli anni della pandemia. Che cosa ne faranno non si sa, e quali attività culturali faranno, al marchese non interessa.
Al marchese se c’è da fare una operazione edilizia è pronto, persino su La Maura, dove si lancia nell’idea di acquistare l’area a verde, già vincolata. E per queste operazioni trova 20 milioni, quelli che non trova per mettere a posto la Palazzina Liberty, la Scarioni, il Lido o l’Agorà, chiusa dal gennaio 2023.
Ma del resto lui lo dichiara pubblicamente che è lì per fare gli interessi delle aziende e degli imprenditori: solo quelli della sua maggioranza pensano che lui rappresenti la sinistra. Mi ha molto divertito vedere pd, verdi, azione, e liste varie apprezzare e seguire come soldatini in fila, il marchese quando si è lanciato (11 novembre Consiglio Comunale) in un discorso da palese servitore dei fondi americani: “ La realtà fattuale è che Inter e Milan sono interessate ad acquistare lo Stadio e le aree circostanti per costruire un nuovo stadio con un distretto commerciale sportivo che lo circondi e renda economicamente sostenibile il progetto” Quindi il Comune deve sostenere i due fondi perché ”l’interesse pubblico deve fare i conti con la sostenibilità economica di chi è proprietario delle due squadre milanesi”. Un servitore così i due fondi americani non lo trovano in nessuna parte del mondo, non certo a Parigi dove la Sindaca Hidalgo ha rispedito in Qatar la proposta di acquistare lo stadio “delle parigine e dei parigini” per 200 milioni, meno di quello che il Paris Saint Germain aveva pagato per Messi o Neymar Junior
Ora lo sanno tutti che i fondi americani non hanno e non vogliono tirare fuori i soldi e che si affidano al marchese del Grillo per avere a un prezzo stracciato il Meazza con un totale di 280.000 mq quadrati di terreno comunale. Vedrete che prossimamente, dopo aver detto “io non voglio guadagnarci niente” (come se lo stadio Meazza fosse roba sua), il marchese arriverà a proporre una dilazione di pagamento almeno trentennale, per non appesantire troppo i fondi americani. Gli americani infatti contano di avere 98.321 mq. di superficie lorda edificata (quelli che gli promettono in Comune, sbagliando) per ricavare soldi cash dalla vendita e comunque poter vendere le due società con un valore aggiunto dovuto alle aree comunali gentilmente concesse dal marchese ( con la complicità della sua maggioranza, non tutta per fortuna). Incuranti del rischio di danno erariale che piomberà sul loro capo, una volta che procederanno come vuole il marchese Sala del Grillo, i consiglieri comunali lo hanno sentito dalla viva voce del presunto manager e facente finta di Sindaco: “È illusione che investitori (investitori di che? N.d.R) finanziari possano rinunciare a un nuovo stadio”. Ovviamente a San Siro, mica a Maccastorna. Certo, il marchese glielo regala anche con un fiocco. “ragiono con la mia lunga esperienza imprenditoriale e finanziaria per immaginare che per loro e in particolare per questa tipologia di azionisti, questa possibilità (di rinunciare) sia anche minimamente concreta, a mio parere”.
Avete mai visto un Sindaco che dice che farà tutto quello che vuole la controparte privata? Non c’è trattativa, una volta che il Sindaco e la sua maggioranza partono dall’idea di fare di tutto per tenere le squadre a Milano, che San Siro senza le squadre non ha futuro e che San Siro non produce reddito per il Comune. E infatti in cinque anni e mezzo non hanno mai prodotto i conti del comune sugli introiti ordinari e su quelli a scomputo, né hanno fornito i bilanci della società che gestisce San Siro per conto dei fondi.
Genuflesso, con il cappello dietro la schiena, in adorazione della mummia di rappresentanza dei fondi Elliott/RedBird, il quale si permette di dire, senza che venga sbeffeggiato, che il Meazza non è “iconico”. Ma perché l’armata brancaleone di Gerry Cardinale e la mummia non vanno a farsi il loro stadio a vaffancuore? Perché in Comune devono dare retta a un individuo che sputa nel piatto che gli consente di avere oltre 70.000 spettatori a partita? Naturalmente il marchese del Grillo si è dimenticato che l’unica struttura esistente a un anno dalle Olimpiadi è il Meazza.
Il 2025 non sarà l’anno del nuovo stadio. Ma sarà l’anno in cui (tra Stadio, Salva Sala, inchieste della magistratura contabile e penale, acquisto delle quote della M4 con disastro dell’Atm, difficoltà di alloggi per giovani, ceti medi e ceti popolari, costo della vita e stipendi fermi negli enti pubblici e nelle aziende pubbliche, ecc. ), il marchese Sala del Grillo se ne dovrà andare via, a godersi la sua ricca pensione da manager industrial-finanziario. E comunque questo è l’augurio per un buon 2025 per i milanesi che non lo sopportano più, persino molti che lo hanno votato e che si pentono di tale scelta. Con la politica, con la sinistra e con il centrosinistra non c’entra proprio niente: è solo un uomo fortunato, protetto da uno stellone che lo ha messo finora al riparo dalla giustizia.
Shakespeare aveva visto giusto (Re Lear, atto IV, scena I):
“‘Tis the times’ plague, when madmen lead the blind.” “È la piaga dei tempi quando i mentecatti guidano i ciechi.”
Luigi Corbani
(lunedì 6 gennaio 2025)
