Il marchese Sala del Grillo ha scritto al giornale amico per spiegare che il termine “Salva Milano” è un nome orrido. Infatti si chiama “Salva Sala, rovina Italia”: guarda caso nessun comune d’Italia sentiva l’esigenza di avere una legge come quella che rivendica l’esimio marchese Sala del Grillo. Non era suo il tanto sbandierato “modello Milano”, la città attrattiva per i fondi immobiliari, bancari, assicurativi, finanziari, speculativi, italiani e internazionali ?
Il marchese si nasconde: non è colpa sua, lui protegge i funzionari
E adesso si lamenta se qualcuno va a vedere dentro il modello. Allora il marchese si nasconde dietro Pisapia e dietro i funzionari comunali “Innanzitutto, secondo la Procura. l’intervento edilizio si può qualificare di ristrutturazione solo se sussiste una continuità “strutturale o funzionale” tra l’edificio demolito e quello ricostruito, mentre si deve qualificare di nuova costruzione se l’edificio realizzato non conserva alcuna traccia del preesistente. Secondo gli uffici comunali, invece, la norma non prescrive la conservazione di tracce dell’edificio preesistente.”
Quindi invece di assumersi la responsabilità piena dell’indirizzo politico-amministrativo dato da lui e dalla sua giunta, sono “gli uffici comunali” . Ed è tanto anomalo l’indirizzo del Comune di Milano che ha chiesto a Salvini di fare una “interpretazione autentica” delle norme, il che dimostra che non sono così scontate come vorrebbe farle apparire il marchese. Tanto è vero che Procura, Gip, Tribunale del Riesame e Cassazione hanno qualcosa da ridire su un modello extra legem e contra legem, perché sono numerose le leggi che esigono i piani attuativi, di esclusiva competenza del Consiglio Comunale. Invece il marchese e i suoi yesmen e yeswomen hanno espropriato il Consiglio comunale di un potere non delegabile. Se gli uffici comunali si rifanno a un “chiaro orientamento giurisprudenziale e a circolari ministeriali” (sic!), il marchese va davanti al Consiglio Comunale, alla Procura, al Tribunale del Riesame, alla Corte dei Conti e sostiene le sue tesi, senza ricorrere a una nuova legge.
Espropriato il Consiglio Comunale
“Andando avanti, secondo la Pro cura, il piano attuativo è sempre prescritto se l’intervento porta alla realizzazione di un edificio di altezza superiore a 25 metri. Gli uffici comunali, invece, rifacendosi a un chiaro orientamento giurisprudenziale e a circolari interpretative ministeriali, ritengono che il piano attuativo non occorra quando il disegno urbanistico della zona sia già definito. Di nuovo, per capirci, i comuni si devono dotare di un Piano di governo del territorio (Pgt), che è una regolamentazione molto complessa che richiede un anno di lavoro per l’approvazione in Consiglio comunale. Se quindi il Pgt regola le linee generali, a Milano procediamo attraverso l’uso della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), accompagnata da atto d’obbligo del costruttore e, comunque, da provvedimento di approvazione del Comune.”
Per intenderci, cosa hanno inventato il marchese e i suoi? Che una volta approvato il PGT, l’applicazione delle sue norme si fa con determinazioni dei dirigenti, senza andare in Giunta o in Consiglio Comunale. E siccome tutta la città ha già un disegno urbanistico si fa tutto con le Scia e tutto diventa ristrutturazione, e quindi si può costruire comunque e ovunque senza piani attuativi-. E siccome i dirigenti sono nominati dal sindaco e chi non esegue le direttive del sindaco o dell’assessore all’urbanistica viene mandato ai servizi cimiteriali. A Milano, poi si è affidato anche un potere decisorio ad una Commissione paesaggistica, nominata dal Sindaco, e che doveva essere puramente consultiva.
La confusione, poi i fondi immobiliari lo hanno richiamato all’ordine
Tutto ciò è comprovato dal fatto che in un primo momento avevano deliberato in Giunta di seguire la Procura della Repubblica e anche di sospendere alcune determinazioni dirigenziali che davano indicazioni distorte agli uffici, determinazioni peraltro frutto delle direttive politico amministrative del Sindaco e dei suoi accoliti. “Semplificare” con le scia e “snellire”: tutto è ristrutturazione, anche costruire nei cortili un grattacielo al posto di un piccolo magazzino di pochi metri di altezza. Insomma la logìca del marchese è che il Consiglio comunale è d’intralcio, fa perdere tempo, già dobbiamo discutere per un anno il PGT, volete che discutiamo anche l’attuazione del PGT. Noi siamo il “Modello Milano”, quindi avanti con il sacco della città. Manca quello delle aree comunali di San Siro (la Grande Funzione Urbana: 280.000 metri quadrati) ma per il 2025 il marchese si è impegnato con i due fondi americani a fare “la rapina di San Siro”
Il marchese non si discute
Se la prende con chi oggi lancia gli appelli pubblici, “senza che per un decennio un politico, un urbanista un architetto, un giudice contestasse il nostro operato” . E qui sta un’altra balla perché in questi anni in molti hanno contestato le scelte edilizie e urbanistiche del Comune di Milano. E poi il marchese non ha mai sentito di comitati di cittadini che protestavano perché si vedevano costruire, davanti casa, dei palazzoni che toglievano aria e luce e non c’entravano niente con il contesto urbanistico già costruito? No, quelli per lui non sono cittadini. e siccome poi lo contestano, sono ancor meno cittadini, sono “di parte”, come ha detto il marchese in Consiglio comunale. E perché lui da che parte sta, se non con i fondi immobiliari e speculativi e con gli abusivi ?
La balla del risparmio di suolo
L’altra colossale balla è che si ristruttura per non consumare suolo. Dal 2006 al 2023 a Milano è stato consumato suolo per 302,67 ettari, ovvero per 3 milioni 26 mila 700 metri quadrati: solo nel 2022-2023 sono stati consumati 14,76 ettari. Così che il suolo consumato a Milano è pari a 10.686,31 ettari, il 58,72% di tutta la superficie di Milano (18.158,76 ettari). Neanche un metro quadrato di suolo in questi anni è stato destinato alla “edilizia economica e popolare” e per di più, oltre a consumare suolo, si è andati sempre più in alto, costruendo grattacieli anche sulla superficie di una cabina telefonica.
Un consumo di suolo sconvolgente, visto che da un trentennio le amministrazioni comunali di centrodestra e di centrosinistra non hanno mai applicato la legge 167/1968, tuttora vigente, che prescriveva che “I Comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti o che siano capoluoghi di Provincia sono tenuti a formare un piano delle zone da destinare alla costruzione di alloggi a carattere economico o popolare nonché alle opere e servizi complementari, urbani e sociali, ivi comprese le aree a verde pubblico.” Avete mai visto piani del verde, dei servizi?
La balla delle monetizzazioni
”Quando c’è una nuova costruzione (appunto!) il proponente deve cedere una porzione dell’area di intervento da destinare a “standard urbanistico” ma la legge consente di monetizzare per il Comune.” Si dimentica di dire che la Procura non contesta l’uso della monetizzazione, ma la quantità di monetizzazione: perché se il marchese Sala del Grillo monetizza a 381 euro al metro quadrato una area che vale 1.167 euro al metro quadrato. c’è un danno di 786 euro al metro quadrato per il Comune, il che equivale a una perdita di un milione di euro per un solo intervento. Ma questo il cacciaballe non lo dice, fa finta di niente. E non dice neanche che per quindici anni, dal 2007 al 2022 il Comune di Milano non ha mai adeguato il valore degli oneri di urbanizzazione, perdendo il 39% del valore: invece di far pagare 100, faceva pagare sempre meno finchè nel 2022 si sono accorti (bontà loro) che gli oneri valevano 61 euro invece di cento. Il che ha significato perdere oltre due miliardi di euro per il Comune di Milano. E oggi con grande faccia di palta, si permette di dire che la Procura, bloccando le illegalità e gli atti illegittimi, ferma la edilizia con un danno per il Comune, e per gli imprenditori. Come a dire che la semplificazione, il “modello Milano” era basato di fatto su una interpretazione unica, adottata solo a Milano, che ha favorito l’abusivismo. E la cosa drammatica è che non prova vergogna.
La sentenza della Cassazione
E dimentica di dire che la Cassazione ha bocciato la richiesta di rinviare le indagini a dopo l’approvazione del “Salva Sala”. Riporto il testo di una agenzia stampa (LaPresse):
“Il cantiere del ‘Giardino Segreto Isola’ di via Lepontina 7-9 a Milano resta sotto sequestro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso presentato dai difensori di Luigi Cerini, amministratore della società costruttrice Lepontina 7-9 srl, dello studio legale romano fondato dal professor Mario Casellato nell’udienza del 18 dicembre. I legali avevano chiesto ai giudici della Suprema Corte di rinviare a una data nel 2025 per non avere un precedente della Cassazione prima dell’approvazione da parte del Senato della legge cosiddetta ‘Salva Milano’, la norma di interpretazione autentica per sanare la situazione dei circa 20 progetti immobiliari su cui pendono inchieste per abusi edilizi, violazione delle norme urbanistiche, traffico di influenze e falso con decine di indagati-imputati fra progettisti, costruttori e funzionari e dirigenti del Comune di Milano. Il presidente della terza sezione penale, specializzata in materia ambientale e urbanistica, Luca Ramacci ha respinto la richiesta di rinvio a una data successiva e gli avvocati hanno rinunciato alla discussione con il ricorso che è stato dichiarato automaticamente inammissibile. Quello del ‘Giardino Segreto Isola’ è il primo dei sequestri chiesto e ottenuto dalla Procura di Milano nella girandola di fascicoli che hanno stravolto l’urbanistica milanese. E’ stato disposto a maggio dal gip Mattia Fiorentini e confermato dal Tribunale del Riesame ed è arrivato in Cassazione nei giorni della discussione parlamentare suk ‘Salva Milano’. Il progetto prevede di abbattere un edificio di 11,95 metri da due piani di uffici-laboratori, all’interno di un cortile, per ricostruire una torre alta il doppio da 61 appartamenti qualificando l’intervento come “ristrutturazione edilizia”. I privati hanno utilizzato una Scia alternativa al permesso a costruire e senza la preventiva approvazione di un piano attuativo per una “adeguata valutazione” in termini di “opere pubbliche in genere, uffici pubblici, parchi, strade, fognature, elettrificazione, servizio idrico, condutture di erogazione del gas” da tarare sul “numero” di nuovi “abitanti” e le loro “attività”. Sono indagate 9 persone. Le accuse vanno dall’aver sottostimato gli oneri di urbanizzazione – i mancati incassi per il Comune di Milano sarebbero superiori al milione di euro se si prende a riferimento la nuova tabella sui valori delle monetizzazioni aggiornata dopo le inchieste: 1.167 euro al mq in quella zona invece che la cifra pagata dai privati (381 euro/mq. )- fino all’illecito aumento di cubature e superfici realizzabili, senza predisporre un piano su servizi d’interesse generale. Per i pm ciò sarebbe avvenuto all’interno di un “sistema” dell’edilizia meneghina basato su “titoli edilizi ‘semplificati e in deroga’ ai principi fondamentali” dell’urbanistica e autorizzato non attraverso leggi ma con “determine dirigenziali e circolari” firmate dai dirigenti di Palazzo Marino dal 2014 in poi. Secondo il gip che ha disposto il sequestro nella realizzazione del nuovo edificio sarebbero stati violati “l’Abc dei principi costituzionali di legalità”.
Ci vuole qualcuno che faccia politica
Il marchese si è lanciato nella demonizzazione di tutti coloro che sono contro il “Salva Sala”. minacciando anche le dimissioni e quindi lo scioglimento del Consiglio Comunale se il PD non appoggia a scatola chiusa, senza cambiare una virgola, la legge che ha concordato con Salvini. Anche per San Siro il marchese usa questa forte argomentazione politica, delle sue dimissioni, per far approvare ordini del giorno, senza documenti a sostegno delle sue tesi. Per il marchese basta la sua parola: devono fare tutti come dice lui, il manager con grande esperienza nel mondo industriale e finanziario. Peraltro le sue capacità manageriali sono tutte da dimostrare, poiché per quelle politiche siamo alla inettitudine completa. Infatti un Sindaco con qualche parvenza di capacità politica avrebbe capito che sta al Comune sbrogliare la vicenda, senza invocare leggi che scassano il Paese.
Infatti la legge esistente prevede che il Comune possa ritirare i provvedimenti illegittimi, o gli atti contestati dalla Procura, riformularli secondo la lettera della legge, ricalcolando oneri e monetizzazioni e proporre agli imprenditori la soluzione con i titoli urbanistici corretti. E nei casi richiesti dalla legge proporre al Consiglio Comunale i piani attuativi conseguenti.
Perché non utilizzare appieno le leggi esistenti che consentono alla pubblica amministrazione di rimediare agli errori commessi? E altresì perché non trovare l’intesa con la Procura per trovare forme di “giustizia riparativa”, che consenta una “celere definizione dei procedimenti giudiziari” come dice il testo della legge Cartabia ? Questo sì, che sarebbe un vero “modello Milano” in cui ogni ente e istituzione nella reciproca autonomia di competenze opera per una soluzione rapida e giusta dei problemi.
Certo, ci vorrebbe qualcuno che sappia fare politica nell’interesse generale della comunità e non si consideri il padrone del Comune, al servizio delle aziende e dei privati. E ci vorrebbero delle forze partitiche o dei gruppi consiliari che sappiano agire in autonomia e abbiamo il senso della politica, “dell’esistenza della comunità politica proprio in grazia delle opere belle e della vita associata” (Aristotele, Politica).
Ma forse aveva visto giusto Shakespeare (Re Lear, atto IV, scena I):
“‘Tis the times’ plague, when madmen lead the blind.”
È la piaga dei tempi quando i mentecatti guidano i ciechi
Luigi Corbani
(sabato 21 dicembre 2024)

Sottoscrivo il senso dell’articolo aggiungendo che fare politica significa riprendere la scelta della Città Metropolitana prevista dalla L.142/1990 (dimenticando la legge Del Rio ) e inglobando in essa la Provincia di Monza e Brianza dove i prezzi delle case sono aumentati per effetto dell ‘ emigrazione dei milanesi che a Milano non possono
più comprare o affittare casa : solo una dimensione metropolitana può permettere di collocare in modo bilanciato uffici e case per altospendenti e case per il resto del mondo . Non è una battaglia di facile consenso spiegare che deve sparire il comune di Milano , che il sindaco metropolitano può essere qualcuno
che abita fuori la City e che tutti i sindaci ( compresi quelli delle municipalità della city ) saranno subordinati al consiglio metropolitano ma l’alternativa è di subire una situazione peggiore quando Milano scoppierà per eccesso di altospendenti ( non è per questo che sono state volute le Olimpiadi ?)
Il.marchese caccia balle..ossia il sindaco he ha distrutto sotto ogni punto di vista la città di Milano: è ignorante nel senso che non conosce, figuriamoci l’arte la musica…