Solo il marchese Sala del Grillo e l’Agenzia delle Entrate sono andati a lezione da Gerry Cardinale alla Harvard Business School.
Da settimane i tifosi del Milan protestano contro la proprietà che ha dimostrato di badare solo agli affari. Il Gerry non ha trovato il tempo né ha dimostrato la sensibilità verso i tifosi di andare alla festa dei 125 anni del Milan.
Ma dopo aver letto il documento della Harvard Business School intitolato “AC Milan”, mi è venuta la certezza che gli unici a credere al Gerry Cardinale siano il marchese Sala del Grillo e gli estensori della Agenzia delle Entrate, della valutazione di stima dello Stadio Meazza e dell’area circostante.
Infatti l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che lo Stadio Meazza, per quanto in salute e funzionante, è “obsoleto funzionale” poiché ha pochi posti Vip, sky-box. sky-lounge, ecc.
In definitiva l’Agenzia ha sposato il “modello americano” di stadio e di business, che emerge dalle parole di Gerry Cardinale. Chi sia costui e quali fondi abbia non è molto chiaro, tra Olanda e Delaware, sappiamo che ha allungato i tempi del debito. Entro agosto 2025 il Gerry avrebbe dovuto rimborsare il prestito (”vendor loan”) che il venditore, il Fondo Elliott, gli ha fatto per comprare il Milan: doveva restituire 693 milioni. Adesso si è fatto allungare il prestito di ben tre anni, posticipando la restituzione al 31 luglio 2028, pagando 170 milioni, e riducendo la quota del prestito a 489 milioni, che con gli interessi di quattro anni, ovvero di 44 mesi, diventerà una bella somma.
Ora, una cosa dovrebbe essere chiara: che il signor Gerry Cardinale non ha i soldi da investire per un nuovo stadio. Parla Cardinale: “Potremmo rinnovare in modo significativo il nostro (sic!) stadio esistente o costruirne uno nuovo che rifletta la statura di questi club, oggi come società di intrattenimento di eventi dal vivo. Per quello che costerebbe rinnovare, potremmo probabilmente costruire uno stadio completamente nuovo. Ma la costruzione di stadi è una sfida in Italia: l’ultimo stadio costruito in Italia è stato nel 2011 e aveva 40.000 posti. Mi piacerebbe vederci costruire uno stadio moderno con 70.000 posti, ma non stiamo ricevendo molto aiuto dal Comune politicamente per le approvazioni urbanistiche nella nostra posizione preferita. E sto ancora lottando con la disconnessione tra la costruzione di uno stadio in stile americano, che probabilmente costerà oltre 1 miliardo di euro, e l’impossibilità di applicare prezzi in stile americano. Questa è una vera sfida”.
Il Comune non ci aiuta, e poi se i prezzi non sono in stile americano, come facciamo? dice il Gerry. Ripeto il documento della Harvard dovrebbe essere distribuito a tutti i tifosi e a tutti i consiglieri comunali.
“Se limitiamo la nostra attività ai circa 40 € che i tifosi in media pagano ora per il biglietto, non cresceremo” ha osservato Riccardo Stefanelli, membro del consiglio direttivo dell’AC Milan. “Furlani e il suo team avevano cercato di aumentare i ricavi dello stadio all’interno dell’infrastruttura esistente, – ha spiegato Cocirio (chief financial officer del AC Milan ) – “Cinque anni fa, la stragrande maggioranza dei nostri biglietti veniva venduta in punti vendita fisici. Avevamo tifosi in attesa in coda, ma nessun dato su di loro. Eravamo limitati da ciò che potevamo fare, ma abbiamo trovato modi per migliorare l’ospitalità aziendale, offrire pacchetti diversi e introdurre prezzi dinamici. E ha funzionato: nel 2019, abbiamo avuto 35 milioni di euro di ricavi dallo stadio, mentre quest’anno saranno 80 milioni di euro. Solo 3.000 dei 70.000 posti sono posti premium, ma ora rappresentano un quarto dei nostri ricavi dallo stadio”.
E infatti l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che il Meazza è obsoleto poiché ha solo 3.000 posti Vip, peraltro realizzati con i soldi del Comune. E poi l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che i fondi incassano poco dal singolo spettatore: esattamente il discorso di quella corte dei miracoli che sta attorno a Gerry Cardinale.
Dopo la pubblicazione del documento di Harvard, qualche giornalista ha pensato di avere di fronte un genio del “bilancio sostenibile”, come se questo fosse prerogativa degli americani, che peraltro nelle squadre acquistate in Europa non hanno brillato né dal punto di vista manageriale né da quello sportivo. In realtà ci sono tanti esempi di squadre italiane “sostenibili”, e solo per fare qualche esempio, l’Atalanta, l’Udinese, la Lazio.
Il centro del discorso di Cardinale non è la sostenibilità dei bilanci, ma il profitto da conseguire con la gestione di un club di calcio: “Quando abbiamo acquistato il Milan molti proprietari di squadre sportive americane mi hanno chiamato per dirmi: ‘Sei pazzo’. Mi hanno detto che ‘Non puoi fare affari in Italia’ e ‘È impossibile fare soldi nel calcio europeo’. La maggior parte di coloro che investono in società sportive lo fanno perché sono coinvolti emotivamente. Mettono la vittoria dei campionati al di sopra di tutto il resto e questo spesso li porta a commettere l’errore di pensare che spendere troppo per schierare una squadra di stelle sia linearmente correlato alla vittoria. Ma questa è la cosa peggiore che puoi fare come investitore. L’abbiamo acquistato per una cifra che corrispondeva a 3,6 volte i ricavi del club; i nuovi proprietari del Chelsea FC l’hanno acquistato per un multiplo di sette volte i ricavi se si considera l’earn out. Ho portato con me i New York Yankees per una piccola quota di minoranza, data la nostra partnership di lunga data con loro e il nostro desiderio di portare le migliori pratiche degli sport statunitensi in Italia. Penso che il Milan abbia il potenziale per diventare un’azienda da 5 miliardi di euro“.
“Vincere i campionati è ovviamente un obiettivo importante”, ha detto Cardinale. “Ma devi bilanciarlo con ‘vincere in modo intelligente’. L’Inter ha vinto lo scudetto l’anno scorso e poi è fallita: è davvero questo il paradigma? Per i tifosi, il mio lavoro è quello di consegnare un campionato italiano ogni anno, lo capisco. Per i miei investitori che si concentrano sull’apprezzamento del valore terminale, il mio lavoro è quello di posizionare il Milan per competere per uno scudetto ogni anno, per qualificarsi per la Champions League ogni anno e per arrivare il più lontano possibile nella competizione della Champions League ogni anno: questo è ciò che massimizza il flusso di cassa e il valore del marchio. Sono la coerenza e la minore ampiezza della volatilità delle prestazioni che massimizzano il valore e, in definitiva, la longevità”.
“Guardando al futuro, Oettle (commercial director di AC Milan) ha aggiunto: “Presto raggiungeremo il momento in cui avremo spremuto ogni singola goccia dallo stadio: non c’è molto che possiamo aumentare di anno in anno”.
In sostanza, l’obiettivo è spremere gli appassionati di calcio, aumentare gli introiti per singolo spettatore, spremerli per bene “fino all’ultima goccia”, aumentare i posti vip (13.000, vuole la mummia Scaroni) e fare profitti; se poi il Milan vince qualcosa, meglio perché i profitti possono aumentare.
In tutto questo documento di Harvard non si dice che lo stadio è di proprietà del Comune e che l’operazione “americana” sarebbe con aree pubbliche di proprietà del Comune di Milano.
E, da ingrati totali, non si riconosce al marchese Sala del Grillo i suoi sforzi da cinque anni e mezzo a questa parte per servire al meglio i fondi americani.
”L’interesse pubblico deve fare i conti con la sostenibilità economica di chi è proprietario delle due squadre milanesi” ha dichiarato il marchese Sala del Grillo (11 novembre 2024 in Aula consiliare). E questo sarebbe quello che si fa passare per verde europeo, per socialista del XXI secolo, per alleato liberal-riformista di Di Maio, per capo del “centro sinistra milanese” (forse anche di quello nazionale, che vuole largo e ampio, ma non del PD, che per lui è solo un punto di riferimento) e per federatore del “centro”? Una cosa di certo non è e non fa: il Sindaco di Milano.
“La colpa, caro Bruto, non sta nelle stelle, ma in noi stessi” “Buona notte, e buona fortuna”
Luigi Corbani
(lunedì 30 dicembre 2024)
