“Io a Valencia non sono disposto a correre, anche a costo di perdere quello che è il mio massimo obiettivo, ovvero vincere il titolo mondiale”. Questa la dichiarazione di un grande campione di motociclismo che dimostra anche di essere un grande uomo, Pecco Bagnaia: “Non credo sia giusto, spero veramente che prenderanno in considerazione che a livello etico e di cosa sta succedendo, andare a correre là non è la cosa corretta. Anche a costo di perdere il mondiale, non sono disposto a scendere in pista”.
Con oltre 200 morti, in una importante città della Spagna, e un disastro gigantesco, tutto il mondo dello sport, anche il calcio, dovrebbe ricordare che certi valori morali e di solidarietà umana vengono prima dei titoli e dei soldi.
Ma purtroppo non è così: mi sarei aspettato un minuto di silenzio su tutti i campi di calcio, tra martedì e mercoledì, per ricordare la tragedia di Valencia e la morte di una giovane sciatrice della nazionale juniores italiana, Matilde Lorenzi.
Niente di niente, sono tutti impegnati a parlare di posti, di poltrone all’interno della Federazione Italiana Gioco Calcio.
E abbiamo assistito a dichiarazioni ignobili, di un cinismo da rabbrividire.
Riporto il pezzo dell’articolo de “il Giornale”:
“A rendere incandescente poi il clima provvede il presidente del club Paolo Scaroni, accusato venerdi sera dai tifosi, sui social, di aver subito passivamente la decisione del rinvio a data da destinarsi della sfida con il Bologna. Con qualche giorno di ritardo ha tirato fuori gli artigli.”
Ed ecco la dichiarazione di un Presidente che per farsi bello con i tifosi dice una cosa schifosa:
«Sono furioso per il rinvio della sfida di Bologna a porte chiuse decisa dal sindaco di Bologna. Non rimarremo inerti dinanzi al grave danno subito» dichiarazione che lascia apertamente intendere la decisione di promuovere una causa nei confronti del sindaco Lepore «sulla legittimità del provvedimento in disparità di trattamento rispetto ad altri eventi organizzati nella stessa città e nello stesso giorno».
Paragonare la quantità di pubblico di una gara di calcio ad altri eventi è già una roba da matti, ma in presenza di problemi umani e materiali, dopo l’alluvione di Bologna, solo una persona con il pelo sullo stomaco poteva dire una frase simile.
Ed è triste che il Comune di Milano da cinque anni dia retta a un simile personaggio.
«Maladetta sie tu, antica lupa
che più di tutte l’altre bestie hai preda
per la tua fame sanza fine cupa!».
Dante. Purgatorio (XX, 10-12)
Il Biondo
(venerdì 1 novembre 2024)
