Il Migliorista
Menu
  • Europa / Valori
  • Lombardia / Milano
  • Politica / Economia
  • Cultura
  • Fandonie
  • Documenti
  • Cookie Policy (UE)
Menu

La stretta autoritaria che rende crudele lo Stato

Posted on by

Riprendo  qui un articolo di Michele Ainis pubblicato  su “Repubblica” del 18 aprile 2026, che mi sembra particolarmente efficace nel definire la situazione dei decreti sicurezza (siamo a cinque) . Aggiungo solo che la narrazione della lotta contro la immigrazione illegale, sbandierata dal governo di destra-centro, è contraddetta persino dai numeri  inseriti nella relazione al Parlamento  sull’attività svolta dal “Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale” e dai dati del Ministero degli Interni: tra il 2014  e il 2022 i rimpatri sono stati in media 5.239 per anno; nei tre anni meloniani-salviniani (2023-2024-2025) la media annuale è scesa a 4.982. La propaganda è facile per chi ha  la bocca per urlare, l’azione di governo è cosa molto più difficile per chi non ha idee e capacità e per questo si lancia nella surreale  richiesta di trasformare gli avvocati in strumenti delle politiche del Governo di remigrazione.  

È primavera, ogni rospo si sveglia dal letargo. Succede adesso, pure al decreto sicurezza. Fu approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio, e annunciato con toni reboanti quella sera stessa dalla premier, mentre il ministro dell’Interno ne prometteva l’applicazione già il giorno successivo, all’apertura delle Olimpiadi invernali. In realtà rimase in quarantena per tre settimane, sbucando sulla Gazzetta ufficiale del 24 febbraio.

Dopo di che, altra quarantena in Parlamento. C’erano faccende più pressanti a intasare le meningi – il referendum, la guerra in Medio Oriente, i prezzi del petrolio. Ma l’orologio corre e quel decreto entro sessanta giorni va convertito in legge.  Altrimenti rimarrebbe privo d’ogni effetto, sai che peccato.

Sicché il Senato pigia sull’acceleratore. E il 14 aprile la Commissione affari costituzionali lo spedisce all’aula, senza averne votato gli emendamenti né conferito un mandato al relatore. Ora resta una settimana o poco più, per il voto definitivo del Senato e per il timbro (obbligato) della Camera.

Tuttavia il delitto non consiste nella mortificazione delle assemblee parlamentari. Erano gia morte, impossibile ucciderle due volte.

Il nuovo delitto colpisce i cittadini, le loro garanzie. E se non fosse intervenuto lo stop di Mattarella, si sarebbe consumato in modo ancora più letale. Difatti in origine c’era l’idea – cara al ministro Salvini – d’imporre una  cauzione preventiva a carico di chi organizzi una manifestazione, per garantire il risarcimento d’eventuali danni al patrimonio pubblico o privato. Insomma, una responsabilità per fatto altrui, contro i principi costituzionali e altresì contro il buon senso. Nonché la trasformazione della libertà di riunione in un diritto a pagamento. E infine l’onere, sempre a carico degli organizzatori, di garantire l’ordine, giacché in caso contrario ci rimetteranno ditasca propria. Con una doppia – e paradossale – conseguenza. Da un lato, l’esercizio privato di una funzione pubblica, giacché spetta ai poliziotti la tutela della sicurezza per tutti i cittadini. Dall’altro lato, un’implicita ammissione d’impotenza. Come a   dire: noi non ce la facciamo,  pensateci un po’voi.

Questa e altre mirabili trovate sono cadute durante l’interlocuzione tra gli uffici di palazzo Chigi e il Quirinale. Ma la stretta autoritaria forma comunque una corda da impiccato. Ne è prova una delle sue prime applicazioni: quattro sindacalisti denunciati per aver organizzato (il 27 febbraio) picchetti e scioperi a Tortona senza preavviso. Ne è prova l’allarme di varie associazioni per la possibilità d’usare agenti sotto copertura in carcere, propagando fra i detenuti la .cultura del sospetto. Ne è prova il parere reso dal Consiglio superiore della magistratura il 15 aprile. Contro il fermo preventivo dei manifestanti, lasciato alla discrezionalità della polizia.                                 Contro l’abolizione del patrocinio a spese dello Stato per gli stranieri nei procedimenti d’espulsione.                     Contro la saturazione delle procure e degli uffici giudiziari, a causa della pioggia di divieti e restrizioni che ci bucano la pelle un po’alla volta, come la tortura della goccia cinese.

Sta di fatto che ogni occasione è buona per incrudelire l’azione dello Stato: un rave illegale a Modena, un naufragio d’immigrati dinanzi alla spiaggia di Cutro, un episodio di violenza giovanile a Caivano, un assalto dei black bloc a Torino.

E tuttavia, ridotto all’osso, ogni decreto sicurezza e un paradosso. Perché attesta un allarme, un’emergenza, un pericolo incombente, e dunque genera maggiore insicurezza. E perché ormai questi decreti ci piovono sul collo una volta l’anno, se siamo fortunali pure due. Meglio del milleproroghe, e comunque altrettanto puntuali.

Sennonché ciascun decreto, per la sua stessa adozione, smentisce l’efficacia del decreto precedente. È come se il governo ci dicesse: la volta scorsa, e l’altra volta ancora, non ci sono riuscito; ora provo di nuovo. E perché dovremmo credergli?

L’unico fatto credibile e reale è la moltiplicazione dei reati, delle aggravanti, delle pene. Non la moltiplicazione delle forze di polizia, o magari dei loro miseri stipendi. Una risposta normativa, da Gazzetta ufficiale. Ma se la legge potesse stabilire che l’uomo può volare, saremmo tutti aquile.

 Michele Ainis, Da “Repubblica” 18 aprile 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Musica e Film

  • Cookie Policy (UE)
  • Dopo le cavolate sulla discesa in campo, per il marchese adesso sono cavoli
  • Film del mese
  • Il Palo della banda dell’Ortica
  • Libro del mese
  • Musica del mese
  • Privacy Policy

Articoli recenti

  • Il marchese smemorato
  • La tragedia e la farss
  • Le dimissioni del direttore scientifico dell’Istituto dei Tumori
  • A Milano è stato abolito il conflitto di interesse
  • Cosa succede all’Istituto dei Tumori?

Categorie

  • Cultura
  • Documenti
  • Europa / Valori
  • Fandonie
  • Lombardia / Milano
  • Politica / Economia

Archivi

  • Luglio 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Ottobre 2021
  • Settembre 2021
  • Agosto 2021
  • Luglio 2021
  • Giugno 2021
  • Maggio 2021
  • Aprile 2021
  • Marzo 2021
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2021
  • Dicembre 2020
  • Novembre 2020
  • Ottobre 2020
  • Settembre 2020
  • Agosto 2020
  • Luglio 2020
  • Giugno 2020
  • Maggio 2020
  • Aprile 2020
  • Marzo 2020
  • Febbraio 2020
  • Gennaio 2020
  • Dicembre 2019
  • Novembre 2019
  • Ottobre 2019
  • Settembre 2019
  • Agosto 2019
  • Luglio 2019
  • Giugno 2019
  • Maggio 2019
  • Aprile 2019
  • Marzo 2019
  • Febbraio 2019
  • Gennaio 2019
  • Dicembre 2018

Firma la petizione per Abolire il Senato e ridurre i deputati a 315

Change Logo

Il migliorista

Contatti

info@ilmigliorista.eu

Newsletter il Migliorista

Credits

Grafica: Andrea Lancellotti

Web: Parkmedia

@2018 il Migliorista info@ilmigliorista.eu
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Gestisci opzioni Gestisci servizi Gestisci {vendor_count} fornitori Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
{title} {title} {title}