Trump si propone di saccheggiare le terre rare dell’Ucraina e chiede all’Europa di fargli da palo.
L’ Europa come il palo della banda dell’ Ortica.
Ora, è vero che terre rare (nel vero senso del termine) in Ucraina non ve ne sono e anche la presenza di metalli preziosi o “strategici”, come si usa dire, è trascurabile. La valutazione dei giacimenti di tali risorse risalirebbe alle esplorazioni e alle stime risalenti all’ epoca sovietica e mai verificate in tempi recenti.
Ma ciò non impedisce a Trump di esprimere una volontà di colonizzazione della disastrata terra d’Ucraina motivandola con il sostegno fin qui dato allo sforzo militare ucraino.
Per sostenere le sue ragioni il Presidente USA non esita a taroccare le cifre dell’impegno americano gonfiandole con fantasia e a umiliare l’impegno europeo in termini di finanziamenti, di supporto logistico e tattico e di fornitura di materiale bellico.
Ma l’Europa come reagisce?
Senza orgoglio, senza dignità, senza “amor di patria”, intendendo l’intera Europa come patria.
Tale e tanta appare la volontà della classe politica europea di compiacere il nuovo imperatore americano che, senza alcun rispetto e memoria della nostra storia, del nostro patrimonio di valori e dei nostri interessi continentali, i vari leader in concorrenza tra di loro corrono alla corte di Washington per mostrarsi acquiescenti.
Ci sarà una tromba capace di suonare la sveglia ai dirigenti europei?
Sarà capace l’opinione pubblica di scuotersi dal torpore generato da una comunicazione mediatica di regime conformista, monotematica e narcotica? Quando, chi e come si riuscirà a dare sostanza alle enunciazioni retoriche sulla necessità di un’ Unione Europea dotata di vera identità politica?
Al momento l’ Unione Europea è un ordinamento giuridico senza Stato, un sistema privo di vera legittimazione popolare poiché agisce sostanzialmente in modo del tutto indipendente dalla Politica.
Ricordo che l’ Unione Europea non ha una Costituzione.
La Costituzione è il fondamento della volontà politica degli ordinamenti statali, frutto della storia, sintesi di un patrimonio di valori condivisi e di un patto tra i diversi attori politici e sociali della comunità che si fa Stato.
Che fondamento hanno, dunque, ad esempio, le chiacchiere odierne sulla dotazione di un esercito comune? La nostra Costituzione affida il comando delle Forze Armate al Presidente della Repubblica, ma altri Paesi dell’ Unione hanno regole differenti. A chi sarebbe affidato il comando? Con quali regole d’ ingaggio? Rispondendo a quale codice militare e, prima ancora, a quale dettato costituzionale?
A meno che non si confonda l’ Unione Europea con la Nato, e cioè un’ alleanza militare, difensiva per vocazione originaria, ma non un soggetto politico legittimato dal voto popolare.
Un definitivo colpo ai principi della democrazia occidentale.
Pepito Sbazzeguti
(giovedì 27 febbraio 2025)
