
Avevo promesso a un mio carissimo amico che avrei ripetuto l’anno di Dante, con un anno dedicato a William Shakespeare, nelle opere del quale vi è l’umanità con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Ed è lo stesso Bardo a dirci (Amleto, atto 1, scena 5) che “ci sono più cose in terra e in cielo che nella tua filosofia” “There are more things in heaven and earth, Horatio, Than are dreamt of in your philosophy.”.
Perché in Shakespeare c’è la vita degli uomini: sogni, amori, gelosie, tradimenti, desideri, ambizioni, angosce, rabbia, ferocia, bramosia di potere, inganni, trame, tresche, furbizie, cattiverie, ipocrisia, demagogia, politica e l’elenco potrebbe continuare.
Cercherò quindi di mantenere questa promessa, che mi aiuta anche a conoscere cose che non ho ancora letto e che voglio apprendere. Se salterò qualche giorno, prometto che cercherò di ricuperare. Anche perché questo sforzo, corrisponde anche ad un sogno che mi piacerebbe realizzare. Vorrei tanto che la mia città e la mia regione promuovessero dal 2026 (a 410 anni dalla morte) per dieci anni un “tutto Shakespeare”, durante il quale si rappresentano tutte le sue opere, e quelle che si sono ispirate al Bardo (teatro d’opera, musica sinfonica, cinema, televisione, arte, ecc.). Tutti i teatri, i teatri d’opera, i cinema, le orchestre, i musei, insieme con il centro di produzione di Milano della Rai potrebbero dare vita ad una grande operazione culturale e di diffusione della cultura, in rapporto anche con le Università, le scuole, le amministrazioni comunali. E questa iniziativa potrebbe essere realizzata in collaborazione con il British Institute, con la Royal Shakespeare Company, con le istituzioni inglesi, insomma. Una iniziativa di dimensione internazionale che coinvolga tutto il territorio lombardo attorno ad un genio che appartiene all’umanità.
Un sogno, ma noi viviamo di sogni e siamo fatti di sogni, dice Shakespeare.
Comunque voglio aggiungere che per questo impegno ( su “Il Migliorista” e sulla mia pagina facebook), mi sono avvalso di alcuni testi fondamentali: “The new Oxford Shakespeare The complete works modern critical edition . 2016 Oxford University Press ”;
“Shakespeare opere complete con testo a fronte – Garzanti i grandi libri – prima edizione digitale 2016”; “Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature – Bompiani maggio 1983”
E poi altri libri che man mano verranno citati.
Ringrazio fin d’ora chi vorrà mandare suggerimenti, proposte, critiche od osservazioni per aiutarmi a completare questa impresa.
Luigi Corbani
(mercoledì 1 gennaio 2025)
Sonetto XXII
My glass shall not persuade me I am old,
so long as youth and thou are of one date;
but when in thee time’s furrows I behold,
then look I death my days should expiate.
For all that beauty that doth cover thee
is but the seemly raiment of my heart,
which in thy breast doth live, as thine in me;
how can I then be elder than thou art?
O therefore, love, be of thyself so wary
as I, not for myself, but for thee will;
bearing thy heart, which I will keep so chary
as tender nurse her babe from faring ill.
Presume not on thy heart when mine is slain;
thou gav’st me thine, not to give back again.
Traduzione di Eugenio Montale – Quaderno di traduzioni – a cura di Enrico Testa – Mondadori 2021
Allo specchio, ancor giovane mi credo
ché Giovinezza e te siete una cosa.
Ma se una ruga sul tuo volto io veda
saprò che anche per me morte non posa.
Quella beltà che ti ravvolge è ancora
parvenza del mio cuore che nel tuo
alberga – e il tuo nel mio -; e come allora
decidere chi è il vecchio di noi due?
Poni in serbo il tuo cuore, ed io lo stesso
farò di me: del tuo così zelante
come fida nutrice in veglia presso
la cuna, che ogni morbo stia distante.
Spento il mio cuore, invano il tuo riprendere
vorresti: chi l’ha avuto non lo rende.
Traduzione di Alessandro Serpieri – William Shakespeare . Sonetti – Classici Rizzoli 1991
Il mio specchio non mi persuaderà d’essere vecchio
finché tu e giovinezza avrete la stessa età;
ma, quando in te scorgerò i solchi del tempo,
allora spero che la morte ai miei giorni dia pace.
Poiché tutta la bellezza che ti copre
non è che la degna veste del mio cuore,
che vive nel tuo petto, come il tuo in me;
come posso allora essere più vecchio di quanto tu sia?
Oh perciò, amore, abbi cura di te stesso,
quanta ne avrò io, non per me, ma per te,
portando in me il tuo cuore e custodendolo
come dal male tenera balia il suo bambino.
Non far conto sul tuo cuore quando il mio sarà ucciso:
tu non mi desti il tuo perché te lo ridessi.
Su YouTube si trova il Sonetto 22 letto da sir John Gielgud

Meglio Serpieri di Montale, è più fedele al testo: del resto l’hai messo apposta 😜 Shakespeare è più moderno dei moderni, davvero un grande ! C’è anche chi dice che fosse un Italiano (Crollalanza) , forse un siciliano ! Evviva!
Ottimo inizio del pre-sogno.