
Atto IV, scena 1, 124 versi
Angelo ha incontrato un altro mercante, al quale deve esattamente la somma di denaro che ora gli deve Antifolo per la catena. Antifolo di Efeso arriva ora,e manda Dromio di Efeso a comprare una corda con cui castigare la sua famiglia per averli chiusi fuori, e rimprovera Angelo per non aver consegnato la catena. Convinto che gliel’abbia già consegnata, Angelo fa arrestare Antifolo per debiti. Arriva ora Dromio di Siracusa e dice ad Antifolo di Efeso di aver trovato una nave per la loro fuga: infuriato, Antifolo rimanda Dromio da Adriana per prendere denaro per riscattarlo dalla prigionia.
Atto IV, scena 2, versi 65
Adriana è furiosa quando sente che suo marito ha apparentemente corteggiato sua sorella Quando Dromio di Siracusa arriva per prenderei soldi per la cauzione per suo marito, Adriana è ulteriormente sgomenta.
Atto IV, scena 3, versi 95
Antifolo di Siracusa si chiede perché sia così familiare agli abitanti di Efeso,
versi 1-11
ANTIPHOLUS FO SYRACUSE
There’s not a man I meet but doth salute me
As if I were their well-acquainted friend,
And everyone doth call me by my name.
Some tender money to me, some invite me,
Some other give me thanks for kindnesses,
Some offer me commodities to buy.
Even now a tailor called me in his shop
And showed me silks that he had bought for me,
And therewithal took measure of my body.
Sure, these are but imaginary wiles,
And Lapland sorcerers inhabit here.
ANTIFOLO DI SIRACUSA
Non posso incontrare uomo che non mi saluti come se fossi il suo più noto amico, e ognuno mi chiama per nome. Qualcuno mi porge del denaro o m’invita, altri mi ringrazia per cortesie avute o m’offre merci da comperare. Or ora un sarto mi ha chiamato nel suo negozio, mi ha mostrato la seta che aveva acquistato per me e senz’altro mi ha preso le misure. Certo non sono che effetti di magia e gli stregoni di Lapponia abitano qu
Quando Dromio di Siracusa, stupito di trovarlo libero, gli dà i soldi. Antifolo non riesce a capire perché Dromio pensa che sia richiesta la cauzione e perché la cortigiana gli chiede una catena promessa in cambio di un anello di diamanti. Quando i Siracusani fuggono, la cortigiana capisce perché Adriana ha chiuso fuori casa il marito pazzo ma, non volendo perdere il suo anello di diamanti, progetta di dirlo ad Adriana.
COURTESAN Now, out of doubt, Antipholus is mad,
Else would he never so demean himself.
A ring he hath of mine worth forty ducats,
And for the same he promised me a chain.
Both one and other he denies me now
The reason that I gather he is mad,
Besides this present instance of his rage,
Is a mad tale he told today at dinner
Of his own doors being shut against his entrance.
Belike his wife, acquainted with his fits,
On purpose shut the doors against his way
My way is now to hie home to his house
And tell his wife that, being lunatic,
He rushed into my house and took perforce
My ring away. This course I fittest choose,
For forty ducats is too much to lose.
CORTIGIANA
Senza dubbio Antifolo è impazzito, se no non agirebbe così. Ha avuto da me un anello che valeva quaranta ducati e in cambio mi promise una catena: ora nega l’uno e l’altra. Ciò che mi fa pensare ch’egli è pazzo, oltre alla prova che ora ha dato della sua demenza, è il pazzesco raconto, che m’ha fatto oggi a tavola, della porta di casa sua che gli avrebbero chiuso in faccia. Può essere che sua moglie, informata della sua follia, gli abbia chiuso davvero la porta di casa. Ormai non mi resta che andare là e dire a quella donna che in una delle sue lune m’è piovuto in casa e m’ha preso per forza l’anello. E la cosa migliore da farsil perché quaranta ducati son troppi per perderli così.
Atto IV, scena 4, versi 156
Antifolo di Efeso, ancora in stato di arresto, è fuori di sé dalla rabbia quando Dromio di Efeso gli dice che con i soldi ha comprato una corda. Adriana, arrivata con la cortigiana, Luciana e un maestro di scuola-esorcista chiamato Dr Pinch, dichiara che Antifolo è pazzo.
Versi 55-60
PINCH
I charge thee, Satan, housed within this man,
To yield possession to my holy prayers,
And to thy state of darkness hie thee straight.
I conjure thee by all the saints in heaven.
ANTIPHOLUS [OF EPHESUS]
Peace, doting wizard, peace. I am not mad.
ADRIANA
O that thou wert not, poor distressed soul!
PIZZICO
Io t’ingiungo, Satana, che alberghi in quest’uomo,
di cedere il campo dinanzi alle mie sante preghiere
e di andartene in fretta nel regno delle tenebre.
Ti esorcizzo per lutti i santi del cielo.
ANTIFOLO DI EFESO
Pace, babbeo d’uno stregone, pace! Non
sono pazzo.
ADRIANA Fosse vero che non lo fossi, povera anima in pena.
Pinch cerca di esorcizzarlo e viene picchiato: Antifolo afferma la sua sanità mentale e rimprovera Adriana per averlo chiuso fuori, al che lei insiste dicendo che ha cenato con lei: mentre la disputa diventa più forte, Antifolo attacca Adriana, e sia lui che Dromio devono essere trattenuti con delle corde.
Versi 92-94
PINCH
That I was sent for nothing but a rope.
Mistress, both man and master is possessed.
I know it by their pale and deadly looks.
They must be bound and laid in some dark room.
PIZZICO
Signora, servo e padrone sono invasati, lo vedo
dai loro volti pallidi e funebri. Dovrebbero esser legati e confinati in qualche camera buia.
I due vengono portati via verso casa, legati, con Pinch, mentre Adriana cerca di accertare cosa sia successo dall’ufficiale che li ha arrestati e dalla cortigiana. Proprio in quel momento arrivano Antifolo di Siracusa e Dromio di Siracusa, con le spade, e gli altri fuggono, convinti che i due lunatici siano sfuggiti ai loro rapitori.
Traduzione di Eugenio Montale – Shakespeare – Teatro volume I – Sansoni 1964
Strutture drammaturgiche
(da Giorgio Melchiori – Shakespeare, genesi e struttura delle opere – Editori Laterza – 1994)
Il già menzionato rigoroso rispetto delle unità aristoteliche fa sì che l’azione di The Comedy of Errors si disponga in un’unica sequenza continua, aperta da una scena introduttiva in cui viene presentato l’episodio di Egeon – il padre dei gemelli perduti – condannato a morte. La storia romanzesca di Egeon funge appunto da cornice al resto dell’azione, e quella prima scena potrebbe essere considerata una sorta di Induction, ossia introduzione di cui ci si dovrà ricordare soltanto nell’ultima scena, allorché Egeon riapparirà in vista delle agnizioni finali, non soltanto dei figli ma anche della sposa ritrovata.
È costei, Aemilia, Abbess del ‘priorato’ di Efeso (ovvia trasposizione in termini cristiani del famoso tempio di Diana con le sue sacerdotesse, che del resto figura come tale in una analoga scena di agnizione a conclusione del tardo dramma romanzesco shakespeariano Pericles) che, con questa sua comparsa in extremis, funge dichiaratamente da deus ex machina in quella che può a ragione chiamarsi una perfetta macchina teatrale.
Parlare delle strutture drammaturgiche di The Comedy of Errors equivale a esaminare le articolazioni del meccanismo degli equivoci, attraverso l’alternarsi sul palcoscenico delle due coppie di simillimi e gli scambi all’interno delle coppie stesse. Accettando la suddivisione in atti proposta dall’in-folio e quella ulteriore in scene introdotta dalla critica settecentesca, l’azione vera e pro-pria ha inizio in I.2 con la presentazione della coppia Antipholus/Dromio venuta da Siracusa, e il primo meccanismo di scambio di persona scatta già dopo solo quaranta righe di dialogo, quando entra Dromio di Efeso al posto del suo gemello appena uscito. La coppia siracusana è di nuovo unita in II.2 , ma in questo caso l’errore sta nella sua collocazione, in quanto si è ricomposta nella casa dell’altro Antipholus, quello di Efeso: alla vicenda dei Menaechmi plautini subentra così quella dell’Amphitruo, quando Giove e Mercurio entrano nella casa di Anfitrione sotto le spoglie di quest’ultimo e del suo servo Sosia. La differenza dal modello sta nel fatto che mentre per Plauto si tratta non di un equivoco ma di un deliberato inganno da parte degli dei pagani, in Shakespeare l’innocenza dei due intrusi (e la presenza accanto alla sposa dell’Antipholus Efesio di sua sorella Luciana) non soltanto attenua la carica erotica della scena, ma aggiunge un ulteriore elemento di equivoco in quanto i due non sanno darsi ragione delle accoglienze ricevute. È nel terzo atto che si realizza la completa inversione delle parti: entrambe le coppie sono presenti, ma invisibili l’una all’altra, in quanto i siracusani sono all’interno della casa di Efeso, mentre l’Antipholus di Efeso (per la prima volta in scena) e il suo servo ne sono esclusi.
Viene poi (III.2 ) introdotto un ulteriore equivoco, anch’esso non previsto nelle fonti plautine, con il corteggiamento da parte dell’Antipholus di Siracusa di Luciana, che lo crede marito di sua sorella. IV.1 è perfettamente simmetrica a I.2: come li veniva dapprima presentata la coppia di Siracusa e subito dopo all’un Dromio si sostituiva l’altro, quello di Efeso, così qui avviene il contrario: entra la coppia di Efeso, ma di lì a poco al Dromio di Efeso subentra quello di Siracusa.
Non vi sono più casi di ‘coppie incrociate’ nel resto della commedia; le quattro scene del quarto atto sono un continuo frenetico alternarsi di entrate e uscite dell’una o dell’altra coppia, con un crescendo che vede in chiusura la comparsa dei due siracusani con le spade sguainate e la fuga di tutti gli altri personaggi. La lunga unica scena dell’ultimo atto scioglie tutti gli equivoci grazie all’intervento della perduta Aemilia come deus ex machina: le coppie si ridistribuiscono in nuove simmetrie; come l’Antipholus di Efeso tornerà con la sua fedele moglie Adriana, così quello di Siracusa potrà unirsi alla sorella di lei Luciana, e i due servitori gemelli hanno il compito di chiudere lo spettacolo uscendo insieme tenendosi per mano.
———–
LC 5 aprile 2025
