
Questa opera è per il 75% in versi e il resto in prosa.
Il primo atto è costituito da 381 righe/versi; il secondo da 640, il terzo da 470, il quarto 473, e il quinto da 269 righe/versi.
In totale dunque 2.233 righe/versi, poco più della metà di Amleto.
Atto 2 Scena 1
A Milano, Valentino si è innamorato di Silvia. E Svelto (servitore di Valentino) gli spiega che si vede a vista d’occhio che è innamorato.
Silvia, furbescamente, ha incaricato Valentino di scrivere una lettera per lei a “una persona che ama”. Quando lei esamina ciò che Valentino ha scritto, gli dice di tenerla. Ma Valentino non capisce.
Svelto (servitore di Valentino) poi dovrà spiegare a Valentino che è lui stesso l’oggetto dell’amore di Silvia.
Act 2 scene 1: 16-30
VALENTINE
Why how know you that I am in love ?
SPEED
Marry, by these special marks: first, you have learned, like Sir Proteus, to wreathe your arms, like a malcontent; to relish a love-song, like a robin-redbreast; to walk alone, like one that had the pestilence; to sigh, like a schoolboy that had lost his ABC; to weep, like a young wench that had buried her grandam; to fast, like one that takes diet; to watch, like one that fears robbing; to speak puling, like a beggar at Hallowmas. You were wont, when you laughed, to crow like a cock; when you walked, to walk like one of the lions; when you fasted, it was presently after dinner; when you looked sadly, it was for want of money. And now you are metamorphosed with a mistress, that, when I look on you, I can hardly think you my master.
VALENTINO E come sai che sono innamorato?
SVELTO (paggio di Valentino)
Perbacco! Da questi segni particolari: primo, avete imparato, tale e quale Ser Proteo, a starvene a braccia conserte come un ipocondriaco; ad abbandonarvi a canti d’amore come un pettirosso; a camminare solo soletto come un appestato; ad ansimare come uno scolaretto che si è perso l’abbecedario; a lacrimare come una ragazzotta appena tornata dal funerale della nonna; a digiunare come se vi foste messo a dieta; a star sul chi vive come chi teme d’essere rapinato; a snocciolar piagnistei come un mendico ad Ognissanti. Un tempo il vostro riso faceva pensare al “chicchiricchì” di un gallo; quando camminavate, avevate l’incedere d’un leone; se non toccavate cibo, avevate appena finito di pranzare; se avevate un’aria mesta, era solo per mancanza di quattrini. E adesso, per via di un’incantatrice, vi siete talmente metamorfosato che, ogni volta che vi guardo, a malapena vi riconosco pel mio padrone.
Act 2 scene 1: 96-116
VALENTINE
As you enjoined me, I have writ your letter
Unto the secret nameless friend of yours;
Which I was much unwilling to proceed in,
But for my duty to your ladyship.
SILVIA
I thank you, gentle servant, ’tis very clerkly done.
VALENTINE
Now trust me, madam, it came hardly off;
For, being ignorant to whom it goes,
I writ at random, very doubtfully.
SILVIA
Perchance you think too much of so much pains?
VALENTINE
No, madam; so it step you, I will write,
Please you command , a thousand times as much;
and yet –
SILVIA
A pretty period! Well, I guess the sequel;
And yet I will not name it; and yet I care not;
And yet take this again; and yet I thank you,
Meaning henceforth to trouble you no more.
SPEED [aside]
And yet you will; and yet, another “yet”.
VALENTINE
What means your ladyship? Do you not like it?
SILVIA
Yes, yes; the lines are very quaintly writ;
But, since unwillingly, take them again.
Nay, take them.
VALENTINO
Poiché me l’avete ingiunto, vi ho scritto la lettera
per quell’innominato vostro amico segreto:
cosa che ho fatto con la più gran riluttanza,
sol perché assai devoto a Vossignoria.
SILVIA
Grazie del cortese servigio: è scritta con mano esperta.
VALENTINO
Credetemi pure, madonna, non è stato facile,
poiché, ignorandone il destinatario,
procedevo a tentoni, tra mille esitazioni.
SILVIA
Forse pensate di aver faticato un po’ troppo?
VALENTINO
No, madonna: pur d’esservi d’aiuto, son pronto a scriverne,
se tale è il piacer vostro, altre mille così.
Eppure…
SILVIA
Sospensione eloquente! Il resto lo indovino,
eppure non ve lo dico, eppure non me ne importa,
eppure riprendetevela, eppure ve ne ringrazio,
eppure intendo non disturbarvi mai più.
SVELTO [a parte]
Eppure lo farete – sia pure con un altro “eppure”.
VALENTINO
Che intendete, mia signora? Non vi è piaciuta?
SILVIA
Sì, sì: i versi son scritti con briosa eleganza,
ma a malincuore: e allora fate meglio a riprenderveli.
Suvvia, riprendeteli.
Su YouTube si trova una recita di “The Two Gentlemen of Verona”
con Judi Dench – Michael Harbour – Denys Hawthorne – 1968 HD
https://www.youtube.com/watch?v=7N9cnBzBH6w
(lunedì 6 gennaio 2025)
