Ci sono 318 brani musicali dedicati a “I due gentiluomini di Verona”. Traggo questi dati da una opera in cinque volumi, edita dalla Oxford University Press, a cura di Bryan N.S. Gooch e David Tatcher dal titolo “A Shakespeare music catalogue”. Viene citata la musica composta da Fiorenzo Carpi per questa opera, andata in scena al Teatro Romano di Verona, il 5 luglio 1985, con Massimo Francovich (Valentino), Piero Sammataro (Proteo), Carla Gravina (Julia) con la regia di Giorgio De Lullo, con la traduzione di Gerardo Guerrieri.
In queste scene del primo atti, il tema è il viaggio, l’allontanamento da casa per completare la propria formazione.
È un tema che ritornerà in altre opere, come simbolo della voglia di conoscenza e di azione.
1.1 Valentino dice addio a Proteo, quando egli parte per Milano
1.3 Antonio, il padre di Proteo, è convinto di mandare il figlio a completare gli studi a Milano.
Act 1 scene 1: 1-18
Enter Valentine and Proteus.
VALENTINE
Cease to persuade, my loving Proteus;
Home-keeping youth have ever homely wits.
Were’t not affection chains thy tender days
To the sweet glances of thy honoured love,
I rather would entreat thy company
To see the wonders of the world abroad
Than, living dully sluggardized at home,
Wear out thy youth with shapeless idleness.
But, since thou lovest, love still, and thrive therein,
Even as I would when I to love begin.
PROTEUS
Wilt thou be gone? Sweet Valentine, adieu.
Think on thy Proteus, when thou haply seest
Some rare noteworthy object in thy travel.
Wish me partaker in thy happiness,
When thou dost meet good hap; and in thy danger
(If ever danger do environ thee)
Commend thy grievance to my holy prayers,
For I will be thy beadsman, Valentine.
VALENTINO
Non farla tanto lunga, Proteo, amico mio caro:
il giovane che in casa si chiude avrà mente chiusa.
Se la passione non incatenasse la tua verde età
ai dolci sguardi di colei che tu ami ed onori,
sarei tentato d’indurti a venire con me
a scoprire le meraviglie del vasto mondo,
per non lasciarti a casa, stoltamente infiacchito,
a dissipare la tua giovinezza in trastulli senza senso.
Ma poiché ami, continua ad amare e sii fortunato
quanto vorrei esser io, fossi anch’io innamorato.
PROTEO
Te ne vai, allora? Buon Valentino, addio.
Pensa al tuo Proteo, se mai ti accadrà di vedere
cose rare e inconsuete nel corso dei tuoi viaggi.
Immagina ch’io sia con te, compagno del tuo piacere,
ogni volta che incapperai in qualcosa di buono; e nel pericolo
(se mai dovessi rischiare di trovarti in pericolo)
affida la tua pena alle devote mie preci,
ché sarò io, Valentino, a sgranarti il rosario.
Act 1 scene 1: 62-69
PROTEUS
He after honour hunts, I after love.
He leaves his friends to dignify them more;
I leave myself, my friends, and all for love.
Thou, Julia, thou hast metamorphosed me,
Made me neglect my studies, lose my time,
War with good counsel, set the world at naught;
Made wit with musing weak, heart sick with thought.
PROTEO
Lui va a caccia d’onore, ed io d’amore.
Lui lascia perder gli amici per meglio onorarli,
ed io per amore perdo me stesso, gli amici e tutto.
Tu, Giulia, tu mi hai metamorfosato,
mi hai fatto trascurare gli studi, perdere il mio tempo,
far guerra al buon consiglio, far del mondo uno zero,
fiaccar cuore e intelletto, confondere il pensiero.
Act 1 scene 3: 4-24
PANTHINO
He wondered that your lordship
Would suffer him to spend his youth at home,
While other men, of slender reputation,
Put forth their sons to seek preferment out:
Some to the wars to try their fortune there;
Some to discover islands far away;
Some to the studious universities.
For any or for all these exercises
He said that Proteus your son was meet,
And did request me to importune you
To let him spend his time no more at home,
Which would be great impeachment to his age,
In having known no travel in his youth.
PANTINO (servo di Antonio, padre di Proteo, riferisce le parole del fratello di Antonio)
Si stupiva che Vossignoria
gli lasciasse sprecare a casa la sua giovinezza
mentre altri, di assai minor reputazione,
mandano i loro rampolli a far carriera lontano:
chi in guerra, a tentarvi la fortuna,
chi alla scoperta di isole remote,
chi in università di chiara fama.
In ciascuno di questi campi, se non in tutti – diceva lui –
il vostro Proteo potrebbe farsi onore;
per cui mi ha chiesto di sollecitarvi
a non lasciarlo più starsene a casa:
ANTONIO
Nor needest thou much importune me to that
Whereon this month I have been hammering.
I have considered well his loss of time,
And how he cannot be a perfect man,
Not being tried and tutored in the world.
Experience is by industry achieved,
And perfected by the swift course of time.
Then tell me, whither were I best to send him?
ANTONIO
Non occorre che ti dilunghi tanto su questo punto:
è da un mese che mi ci sto arrovellando.
Ho a lungo meditato sulla dissipazione del suo tempo,
e so che mai potrà dirsi uomo completo
senza lo studio e l’esperienza delle vie del mondo. L’esperienza si acquista con una vita attiva,
per poi affinarsi nel rapido corso del tempo.
E allora dimmi, dove farei meglio a mandarlo?
Shakespeare, William. I due gentiluomini di Verona. Con testo a fronte. Garzanti 1996
(domenica 5 gennaio 2025)
