Un amico mi ha fatto riflettere sullo stato di disinformazione attorno alla vicenda “Salva Sala” e mi ha posto una domanda: a chi giova tutta questa disinformazione?
La stampa continua a ripetere da mesi che ci sono 150 cantieri bloccati in conseguenza delle indagini della Procura della Repubblica. Da alcuni giorni si aggiunge la notizia che ci sono 1.600 famiglie in angoscia per il blocco conseguente alle indagini.
E queste fake-news sono raccontate anche da consiglieri comunali, deputati, senatori, ministri. E forse, come suggerisce il mio amico, è il caso di precisare alcune cose.
La Procura della Repubblica non ha poteri cautelari assoluti ed esclusivi e quindi non è responsabile del blocco dei cantieri. I poteri cautelari spettano al Gip, ed esiste poi la possibilità di ricorso al Tribunale del Riesame e anche di ricorso in Cassazione. Perché dunque in maniera scorretta si punta il dito sulla Procura della Repubblica?
Il Gip Daniela Cardamone infatti ha negato il sequestro del cantiere per le Park Towers di via Crescenzago (con decreto 22 gennaio 2024) perché, pur riconoscendo la piena fondatezza delle accuse contestate, ha ravvisato la mancanza del requisito del “periculum in mora”.
Si dimentica inoltre che il Comune ha reagito a questo decreto del GIP con la delibera di Giunta n. 199 del 23 febbraio 2024: “Linee di indirizzo per lo sviluppo delle attività amministrative in materia urbanistico – edilizia” su proposta del Direttore generale Christian Malangone, del vice Direttore generale Carmela Francesca, e dell’Assessore alla “rigenerazione urbana” Giancarlo Tancredi.
https://delibere.comune.milano.it/documents/191790
Con tale delibera la Giunta ha deciso di
“• di approvare i seguenti indirizzi per lo sviluppo delle attività amministrative in materia urbanistico-edilizia:
- avvio di un percorso di lavoro finalizzato a:
- individuare le pratiche edilizie riguardanti lavori in corso o già ultimati, per le quali l’Amministrazione ha evidenza di indagini penali aperte, ovvero della presentazione di esposti o della richiesta di verifica pervenuta da parte dell’operatore economico interessato allo specifico intervento edilizio;
- esaminare le possibili ricadute delle interpretazioni normative desumibili dal decreto del GIP di Milano in premessa citato;
- individuare possibili determinazioni da assumere in relazione ai sopracitati interventi nelle more del chiarimento suddetto;
- in relazione agli interventi relativi a fattispecie analoghe a quelle oggetto dei procedimenti penali sopra citati, per i quali non è ancora stato rilasciato o comunque non si è formato il titolo edilizio, orientare temporaneamente l’attività amministrativa tenendo conto delle indicazioni desumibili dal decreto del GIP di Milano sopracitato, sino a nuove indicazioni operative e interpretative desumibili da fonti legislative, giurisprudenziali, o comunque istituzionali;
- di dare mandato al Direttore della Direzione Rigenerazione Urbana di attuare gli indirizzi sopraindicati avvalendosi delle professionalità presenti all’interno dell’Amministrazione Comunale ed eventualmente anche di esperti esterni di riconosciuta qualificazione ed autorevolezza. La Direzione Generale sovrintende a tali attività, dando informazione alla Segreteria Generale;
- di escludere, allo stato, l’interesse del Comune di Milano a costituirsi parte civile nei confronti dei dipendenti attualmente indagati nell’ambito dei procedimenti penali indicati in premessa, e di quelli che eventualmente saranno indagati in fattispecie analoghe, fatti salvi futuri e diversi elementi conoscitivi;
- di informare il Comitato per la Legalità, la Trasparenza e l’Efficienza amministrativa dell’adozione del presente provvedimento e dell’attività di attuazione degli indirizzi che sarà avviata, affinché possa esprimere eventuali suggerimenti, nell’ambito dei compiti allo stesso assegnati”.
La Direzione Rigenerazione urbana ha dato seguito alla delibera di Giunta con la disposizione di servizio 4/2024 del 20 marzo 2024:
Nelle premesse della disposizione di servizio, l’arch. Simona Collarini, Direttore della Direzione Rigenerazione urbana scrive anche che
- “visto altresì atto che il Direttore della Direzione Rigenerazione Urbana, in attuazione del punto 2 seconda linea della citata Delibera, ha costituito un Gruppo di Lavoro (di seguito GdL) con Disposizione di servizio n. 3/2024;
- richiamato il Decreto di Rigetto di Sequestro Preventivo R.G.N.R. 4622/2023 R.G. GIP 25699/2023 (di seguito “Decreto del GIP”) e le argomentazioni ivi svolte;” e nelle modalità di Intervento, scrive che
- “in considerazione dei rilievi emersi nel Decreto del GIP citato, fermo restando la disciplina prevista dall’art. 13 delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole del PGT vigente e dagli artt, 33 e 42 della L.R. 12/2005, si sospende l’applicazione dei seguenti atti: Determinale Dirigenziale n.3/2015 (P.G.19919); Determinazione Dirigenziale n. 65/2018 (P.G. 0241017); Circolare Direzione Rigenerazione Urbana n.1/2023.”
Per inciso, sarebbe cosa giusta che il Sindaco, la Giunta e l’assessore fornissero i dati sulla attività del “gruppo di lavoro”, costituito un anno fa, il 13 marzo 2024. Ma la trasparenza non è tra le priorità del marchese Sala del Grillo.
Comunque, come si vede in tutti i documenti del Comune, si fa riferimento al GIP, e non alla Procura.
Del resto, altri Gip hanno disposto il sequestro preventivo ma, che io sappia, solo per due cantieri: Residenze du Lac, via Cancano (Parco delle cave); via Lepontina, 7/9.
Il Tribunale del riesame ha rigettato i reclami avverso questi due sequestri e il ricorrente ha rinunciato al ricorso in Cassazione per il sequestro di via Lepontina 7/9. Gli organi di informazione hanno taciuto sul punto; solo l’agenzia “La Presse” ha precisato le circostanze della rinuncia con una notizia del 20 dicembre 2024 che “il Migliorista” ha riprodotto integralmente sul suo sito:
https://www.ilmigliorista.eu/milano/il-marchese-caccia-balle/
Appare chiaramente una bufala che oggi 1.600 famiglie siano vittime dei “sequestri” dell’autorità giudiziaria. Forse quando si parla di queste cifre si fa riferimento a quei casi che non sono ancora oggetto di indagini, ma che hanno le stesse caratteristiche di “abuso edilizio” di quelli sequestrati.
Ed è questo il punto politico dirimente. Se gli altri cantieri sono fermi (ammesso che la notizia sia esatta) non lo sono certo per atto della autorità giudiziaria, ma per responsabilità del Comune o degli imprenditori interessati. E quindi vi è il quesito che si dovrebbero porre tutti: che cosa fa il Comune per rimediare alla situazione, visto che il “Salva Sala” è in fin di vita, e, nonostante i deboli tentativi di rianimazione, è ormai vicino alla scomparsa definitiva.
Quali sono dunque gli atti amministrativi che il Comune, la Giunta, il Consiglio Comunale, intendono prendere per sbloccare i cantieri fermi e risolvere il contenzioso penale e contabile dei procedimenti in giudizio o sotto inchiesta e affrontare le questioni di costruzioni non ancora sotto inchiesta ma in odore di contestazione penale e contabile ?
Ma forse la disinformazione è usata per montare la panna contro la magistratura e coprire le responsabilità della politica e della amministrazione comunale per il passato, per il presente e per il futuro.
“‘Tis the times’ plague, when madmen lead the blind.”
È la piaga dei tempi quando i mentecatti guidano i ciechi
(Shakespeare – Re Lear, atto IV, scena I)
Luigi Corbani
(venerdì 14 marzo 2025)
