
Atto III, righe/versi 195
Don Armado incarica Zucca (Costard) di portare a Giacomina (Jaquenetta) una sua appassionata lettera d’amore.Anche Biron (Berowne) chiede a Zucca (Costard) di consegnare la sua lettera a Rosalina. Rimasto solo, Berowne si domanda perché si è innamorato di una donna che descrive come “sgradevole come un orologio tedesco”.
Versi 170-202
BEROWNE
And I, forsooth, in love!
I, that have been love’s whip,
A very beadle to a humorous sigh,
A critic, nay, a night-watch constable,
A domineering pedant o’er the boy,
Than whom no mortal so magnificent!
This wimpled, whining, purblind, wayward boy,
This Signor Junior, giant-dwarf, Dan Cupid,
Regent of love-rhymes, lord of folded arms,
Th’anointed sovereign of sighs and groans,
Liege of all loiterers and malcontents,
Dread prince of plackets, king of codpieces,
Sole imperator and great general
Of trotting paritors – O my little heart!
And I to be a corporal of his field,
And wear his colours like a tumbler’s hoop!
What? I love? I sue? I seek a wife?
A woman, that is like a German clock,
Still a-repairing, ever out of frame,
And never going aright, being a watch,
But being watched that it may still go right!
Nay, to be perjured, which is worst of all;
And among three to love the worst of all –
A whitely wanton with a velvet brow,
With two pitch-balls stuck in her face for eyes;
Ay, and, by heaven, one that will do the deed
Tho h sieu weh, to wach ord her guard!
To pray for her! Go to, it is a plague
That Cupid will impose for my neglect
Of his almighty dreadful little might.
Well, I wil love, write, sigh, pray, sue, and groan;
Some men must love my lady, and some Joan.
BIRON
Eccomi qui, innamorato cotto!
lo, che degli amanti son stato il fustigatore,
rude censore d’ogni sospiro e languore,
sbirro e guardia notturna – un cerbero, insomma.
lo, che sputavo sentenze e tiravo le orecchie al fanciullo
divino, che mai mortale riuscirebbe a eguagliare!
Il fanciullo bendato, cieco, capriccioso, insinuante;
il ragazzo prodigio, gigante da una spanna, Don Cupido:
dittatore delle rime d’amore, della mano sul cuore;
monarca consacrato dei gemiti e dei fremiti;
principe dei perdigiorno che posano a malinconici;
temuto tiranno dei mutandoni, e re delle braghette;
unico imperatore e gran generalissimo
degli occhiuti tutori del buoncostume: oh povero me!
E io, adesso, dovrei fargli da aiutante di campo:
portare i suoi colori, come un vil saltimbanco!
lo l’amo, le faccio la corte, la voglio in isposa! Son matto?
Una donna che è come una pendola fatta in Germania,
di quelle che fanno i capricci e si guastano sempre,
che manco sono capaci di darti la sveglia
se non stai sveglio tutta la notte a farla funzionare.
E quel che è peggio adesso sono pure spergiuro;
e delle tre amo proprio la donna peggiore.
È voluttuosa, pallida, la pelle ha vellutata,
al posto degli occhi, in viso, ha due biglie di pece,
e, giuro al cielo, sarebbe capace di far quel servizio
in barba agli occhi di Argo, lo avesse ad eunuco e guardiano
E io a sospirare per lei! Perder sonno per lei!
Smaniare di possederla! Coraggio! È questo il tormento
che Cupido m’infligge perché tengo in non cale
il suo temibile, onnipotente, meschino potere.
E sia! Biron vaneggia, verseggia, prega, sospira e ama.
C’è chi sogna una serva, e chi sogna una dama
Atto IV, versi/righe 728
Atto IV, scena 1
La Principessa, a caccia con le sue dame, incontra Costard, che non sa chi di loro sia Rosalina: per errore consegna la lettera di Armado alla Principessa, e Boyet la legge ad alta voce tra il divertimento generale.
BOYET [reading]
By heaven, that thou art fair is most.
infallible; true that thou art beauteous; truth itself that
thou art lovely. More fairer than fair, beautiful than
beauteous, truer than truth itself, have commiseration on
thy heroical vassal. The magnanimous and most illustrate
King Cophetua set eye upon the pernicious and most
indubitate beggar Zenelophon, and he it was that might
rightly say Veni, vidi, vici; which to anatomize in the
vulgar – O base and obscure vulgar! – videlicet, be came
see, and overcame. He came, one; see, two; overcame,
three. Who came? The king. Why did he come? To see
Why did he see? To overcome. To whom came he? To the
beggar. What saw he? The beggar. Who overcame he?
The beggar. The conclusion is victory. On whose sidi
The king’s. The captive is enriched. On whose side? The
beggar’s. The catastrophe is a nuptial. On whose side? ‘The
king’s. No; on both in one, or one in both. I am the king,
for so stands the comparison, thou the beggar, for so witnesseth thy lowliness. Shall I command thy love? I may
Shall I enforce thy love? I could. Shall I entreat thy love?
I will. What shalt thou exchange for rags? Robes. For
tittles? Titles. For thyself? Me. Thus, expecting thy reply
I profane my lips on thy foot, my eyes on thy picture, and
my heart on thy every part.
Thine in the dearest design of industry
Don Adriano de Armado
Thus dost thou hear the Nemean lion roar
‘Gainst thee, thou lamb, that standest as his prey.
Submissive fall his princely feet before,
And he from forage will incline to play.
But if thou strive, poor soul, what art thou then?
Food for his rage, repasture for his den.
BOYET [legge]
«Per tutti i santi del paradiso, che tu sia
bella è incontrovertibile; come pure è egli vero che tu sia
leggiadra, ed è la pura verità che tu sei seducente. Tu sei
la più bella fra le belle, fra tutte la più indiscutibilmente
leggiadra, di una beltà più vera della verità stessa. Abbi
dunque pietà del tuo eroico vassallo! Il magnanimo e
giustamente leggendario Re Cofetua* pose una volta gli
occhi sulla perniciosa mendica Senelofona, una zingara
fatta e finita: e lui sì che a buon diritto avrebbe potuto
esclamare veni, vidi, vici. Il che, rivoltato in volgare (il
rivoltante e opaco idioma del volgo) significa videlicet,
“ei venne, vide e vinse”. Uno, venne. Due, vide. Tre,
vinse. Chi venne, ordunque? Il Re. E perché venne? Per
vedere. E perché vide? Per vincere. E da chi venne? Dal-
la zingara. E cosa vide? La zingara. E chi vinse il Re, di
chi te’ conquista? Della zingara. Conclusione: una conquista, e da parte di chi? Del Re.
E l’oggetto della conquista? Fece la sua fortuna. E chi fece fortuna? La zingara.
La catastrofe fu uno sposalizio. Chi fu lo sposo? Il Re.
Anzi, che dico? gli sposi furono due: duo in carne una,
ovvero, uno di loro godeva per due. Orbene, qui son io a
far la parte del Re, altrimenti il paragone non regge; e tu
sei la zingara, in quanto donna di umile condizione.
Devo indurti ad amarmi? Saprei come farlo. Devo forzarti ad amarmi?
Potrei anche farlo. Devo implorarti di
amarmi? Finirò col farlo. E cosa ne ricaveresti, in cambio
dei tuoi stracci? Sete e broccati. E in cambio della tua
pochezza? La mia grandezza. E in cambio della tua persona?
La mia. Frattanto, nell’attesa della tua risposta, le
mie labbra profane si posano sul tuo piedino, i miei
occhi sul tuo ritratto, e il mio cuore su ogni parte di te.
Tuo nel più ardente desiderio di compiacerti,
Don Adriano de Armado.
Così ruggisce il Leon di Nemea:
O pecorella, vai incontro a sorte rea!
Cadi ai suoi piedi, dolce e remissiva,
Ed egli ben saprà lasciarti viva.
Ma non cercar di opporgli resistenza:
tremenda è del leone la violenza!»
*Allusione alla ballata sul re africano Cophetua, che aveva sposato una mendicante, e che viene menzionata più ampiamente più avanti, oltre che in Romeo and Juliet, Richard Il e Henry IV Part I.
Teatro completo di W, Shakespeare- Volume I – Le commedie eufuistiche, a cura di Giorgio Melchiori, traduzione di Andrea Cozza. Mondadori – I Meridiani 1990
Ci sono 500 brani musicali che hanno trovato ispirazione da “Pene d’amore perdute”. Ne cito qui alcune:
- Dante Borsetto musica per la prima del Teatro Stabile di Bolzano realizzata a Bologna ottobre 1962 con Vittorio Congia, Carola Stagnaro, Antonio Salines, Attilio Cicari, Alessandro dal Sasso, Alberto Fortuzzi, Direttore Marco Bernardi e traduzione di Angelo Dallagiacoma
- Gerald Finzi, BBC radio 16 dicembre 1946 28 incidental music for Love’s labour’s lost
https://open.spotify.com/intl-it/track/1HXIRBHyJrmlmc0iL3C0L0?si=639fe1bcefcb43ea
- Music for Love’s labour’s lost 28 a
https://open.spotify.com/intl-it/track/3v8YLT0gP1dhemn4F69oeS?si=45f3b3da06244c86
- Mario Ferrucci Teatro romano di Ostia 28 giugno 1961 Con Glauco Mauri, Gianfranco Ombuen, Anna Brandimarte, Gianni Galavotti, Valeria Moriconi, Donato Castellaneta, Umberto Raho, direzione e traduzione di Franco Enriquez
- Gunther Schuller Five Shakespeare songs on CBC radio 24 novembre 1964, con bar, Larry Bogue, e compositore direttore della CBC Symphony Orchestra.
- Mario Castelnuovo Tedesco Shakespeare songs, book VII, 24 “the cuckoo and the owl”
- Mario Castelnuovo Tedesco Four dances from Love’s labour’s lost, op. 167 “Sarabande for the King of Navarre” “Gavotte for the Princess of France” “Spanish dance for Don Adriano deArmado” “Russian dance (Masque)”
https://open.spotify.com/intl-it/track/0R6nWl2VKTnlI47CgRcvha?si=81fbe3b795414c65
https://open.spotify.com/intl-it/track/4whdHyPblvoNrR0L8db6tI?si=9287d4cbef924a2d
https://open.spotify.com/intl-it/track/74feJEHgeYhbGj5QNrp3Cr?si=44bf96458c9b4acd
https://open.spotify.com/intl-it/track/04aLCACwdfITENL4B9TaKl?si=c594af7dcd634f30
- Igor Stravinsky Whe Dasies pied in Three songs from William Shakespeare, first perfomed in the Evening on the Roof concert, Los Angeles , 8 marzo 1954 (Robert, Craft, direttore)
https://open.spotify.com/intl-it/track/0dngTPopH2NGzoyJ9V6nTO?si=5f957e89e0de4872
https://open.spotify.com/intl-it/track/7LoRV2G2CWT2UkBktP2FUm?si=197aec797ed74ce0
https://open.spotify.com/intl-it/track/0HNReRo8YI498O7logYKp7?si=ffa42a9f8d4b42e8
- Georgy Vassilievic Sviridov, Seven songs for voice and piano from Shakespeare, “ Zima” Inverno, traduzione di Boris Pasternak 1962
- Ralph Vaughan Williams Three song from Shakespeare, First performed in Aeolian Hall, Londra, 27 marzo 1925
https://open.spotify.com/intl-it/track/54Xq64SEPA3rnlNDLMoSsp?si=2afb6e197db84e3d
- Vittorio Giannini Suite for orchestra, first performed Fish Creek Wi, 1958
- Jacopo Napoli Ouverture per la commedia “Pene d’amore perdute” 1934-1936
- Léo Delibes Peines d’amour perdue, théâtre Lyrique, 31 marzo 1863
- Quincy Porter« Cuckoo Song » in « the Wedding of Gloriana » (Yale University, New Haven, 27 gennaio 20) or in “three Elizabethan songs” (titolata Spring” in questa edizione)
- Ralph Vaughan Williams “Sir John in love” (include “ When daisies pied, and violet blue…Unpleasing to a married ear!”
LC 28/5/2025
